La città finisce a Brooklyn? Stampa Email
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Abbiamo chiesto Dove finisce la città? a Stefano Ortega, fotografo free lance che vive e lavora a Williamsburg nel quartiere di Brooklyn, New York. Continuate a dire la vostra, proponendo libri, film e fotografie che interpretino questo tema.

Dim lights

"Brooklyn?"
Dove finisce la città? Dove comincia la periferia?
Dove finisce Manhattan? E dove comincia Brooklyn?
Un corso d'acqua come l'East River dovrebbe essere sufficiente a segnare i confini tra i Boroughs di New York City, e di fatto lo è stato fino ad una decina d'anni fa.
Come ci spiega Jim Jarmusch in "Night on Earth" (1991), i tassisti neanche rispondevano alla parola Brooklyn. Le cose oggi sono cambiate.
Le zone che baciano l'East River, dominate dalle warehouse fin dall'inizio dello scorso secolo, era di apertura dei grandi ponti, sono state quasi tutte risanate e trasformate in quartieri residenziali, dove la qualità della vita per molti sembra essere addirittura migliore rispetto alla "dirimpettaia" Midtown.
Giuliani prima, e Bloomberg poi, si sono occupati della riqualificazione di queste zone vedendo la possibilità di creare una protesi della città nel "fratello cattivo" Brooklyn.
A Dumbo hanno sede gallerie che ospitano trimestralmente i più importanti festival di arte contemporanea e fotografia.
A Williamsburg si esibiscono costantemente i migliori musicisti internazionali.
Non si parla più di underground tra le strade del waterfront. Le sottoculture continuano ad esistere ma si sono spostate.
Sia Dumbo che Williamsburg sono ormai istituzionalizzati, sono le spalle di Chelsea, quartiere dove hanno trovato spazio la bellezza di 400 gallerie negli ultimi 5 anni, cugini del Village e del Lower East Side, unici veri neighborhood in tutta Manhattan, saturi di caffè, ristoranti e clubs.
Dumbo e Williamsburg sono il chiaro esempio che a New York le dogane tra città e periferia sono state abbattute.
Restano tuttavia dei luoghi comuni.
Personalmente credo che siano proprio molti newyorchesi a non rendersi ancora conto di quanto lo sviluppo e l'inglobamento di certe aree sia stato rapido.
Il mio progetto è recuperare i volti della community attuale di Williamsburg e l'estetica di un "neighborhood" che si sta rapidamente trasformando.
Diviso tra italiani ad est, Polacchi a nord, Portoricani nella zona centrale e "hipsters" sparpagliati un po’ ovunque, Williamsburg era considerato nelle decadi passate tra i quartieri più pericolosi di Brooklyn.
La zona a sud del ponte è una storia a sè stante, abitata quasi totalmente da chassidim Satmar, ebrei di origine ungherese o rumena, è praticamente rimasta inalterata negli ultimi 20 anni e non sembra minimamente sentire lo sviluppo dall'altra parte del Williamsburg Bridge.
Attratti dalla possibilità di ottenere in affitto uno studio dove vivere e lavorare a prezzi irrisori rispetto a quelli della città molti artisti hanno fatto proprie queste strade fin dagli anni '80 pur non essendo nè nati e nè cresciuti nel quartiere.
Si sono integrati alla perfezione con portoricani e polacchi e hanno contribuito alla riqualificazione del Neighborhood, cominciata ufficialmente a livello edile nel 2005.
Tutta la zona che bagna l'East River è stata reinventata, riempiendosi di "Luxury condos" con vista Manhattan.
La trasformazione delle zone del "Waterfront" in stile Tribeca è stata così rapida che la comunità si è trovata nel giro di un paio d'anni a fare i conti con l'inevitabile rincaro del costo della vita.
Gli affitti sono alle stelle, i ristoranti ed i "grocery store" non sono più economici come una volta.
Si lascia dunque spazio ad un'altra generazione di abitanti, molti provenienti da Manhattan, che vedono in Williamsburg un quartiere di moda, ormai sicuro, dove la qualità della vita è esponenzialmente migliorata durante gli ultimi dieci anni.
Per noi é arrivato il momento di cambiare aria altrettanto dinamicamente, oramai il vantaggio di essere ad una fermata di treno dalla città non è più fondamentale, di fatto "the L train" funziona perfettamente, 24 ore su 24, ed è tra i più veloci in tutta New York City.
La zona ad est di Williamsburg offre oggi grandi spazi dov'è possibile vivere e lavorare a prezzi molto più contenuti, non sarà "safe" come lo è Williamsburg oggi, ma se non altro continua ad avere quel sapore "raw", puro e grezzo di strada che spesso cerchiamo.

Next stop Bushwick.


Stefano Ortega

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www.stefanortega.com/index.php?/portraits/williamsburg/

25 05 2011

 

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