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Come annunciato da Jeremy Rifkin (vedi La Stampa di domenica 22 aprile 2012) la “Terza rivoluzione industriale è alle porte” e ciò significa che “tra una trentina d’anni cambieremo completamente il nostro sistema di produrre e distribuire energia. Via i combustibili fossili, dentro l’energia pulita prodotta da migliaia di impianti alternativi, piazzati anche sui tetti delle nostre case. Energia a basso costo per tutti distribuita attraverso il potere laterale degli stessi piccoli produttori.” Spazio dunque a micro impianti di produzione dell’energia e utilizzo di Internet per trasformare la rete in una struttura capace di condividere l’elettricità come il web fa con l’informazione. Un ulteriore passo verso edifici intelligenti che “somiglieranno sempre più ad automi mobili, pensanti ed organici e che diventeranno più permeabili con i pedoni che si muoveranno attraverso piuttosto che attorno a loro” (Richard Rogers, 1997).
House.unzip sta esprimendo con il sondaggio anche altro: strutture leggere, spazi e terrazzi verdi, energia a basso costo, case mutevoli al mutare delle stagioni, flessibili e adattabili alle esigenze di chi le abita, naturali nei materiali e integrate a reti di servizi e viabilità. Queste le parole chiave che sintetizzano le definizioni e le questioni connesse alla casa leggera: architettura, autopulente, banca del tempo, casa, domotica, elettrodomestici, fonti rinnovabili, less is more, limite, materiali naturali, pareti mobili, permeabile, spazio, terrazzo verde, urbanistica, wi-fi.
E tu condividi queste definizioni? Hai altre parole chiave da proporre?
26 04 2012
Ernesto Nathan Rogers scriveva nel 1946 "voglio una casa che assomigli alla mia umanità". La citazione torna nel libro "Dalla fabbrica alla residenza" di Francesca Civera (Celid, 2012) dedicato al progetto di trasformazione della ex Tobler a Torino realizzato a propria immagine e somiglianza dall'architetto Franco Cucchiarati, che qui ci descrive la sua idea di casa:
"Vivere in una grande città può trasformarsi in un’esperienza spersonalizzante: la solitudine dell’individuo precipita presto nell’angoscia e l’incomunicabilità produce un silenzio assordante. Quello che ho cercato di realizzare con l’intervento di recupero dell’ex fabbrica Tobler, così come nella maggior parte dei miei progetti, è una via alternativa all’abitare contemporaneo, ideata sulla base delle mie personali aspettative. Vivere la mia intimità domestica senza segreti, salutare dal terrazzo il mio vicino di casa, trovarmi con lui a fare quattro chiacchiere nel cortile condominiale, oasi di pace e allo stesso tempo spazio sociale di partecipazione collettiva; riacquisire una consapevolezza naturale del tempo e delle stagioni, scrutando le infinite variazioni di luce che si riverberano nella mia casa attraverso ampie vetrate, che proteggono, senza disgiungere, la mia dalle altre persone: questa è la mia idea di casa, questa è la mia idea di vita".
Secondo voi, che cosa contribuisce in maniera preponderante a rendere una casa più leggera, aperta e libera: la privacy? La semplificazione normativa? La riorganizzazione degli spazi? La connessione alla rete? I colori? I materiali?
19 04 2012
house.unzip è un’iniziativa di protodesign nell’ambito del Festival Architettura in Città 2012. I curatori Elvira Gennarelli ed Ezio Gaude promuovono un sondaggio per capire se l’individuo ha ancora libertà di azione nella sua abitazione.
E tu sei proprio sicuro che la tua casa sia leggera e semplice da vivere?
Tutto è possibile: immaginare soffitti trasparenti che lascino vedere le stelle oppure case e città capaci di schiudersi al sole, scoprire e superare i limiti imposti da norme e consuetudini piuttosto che rivedere impostazioni culturali e sociali desuete, ripensare oggetti per la casa oppure infrastrutture e spazi di relazione.
Rispondi alla domanda e motiva la tua risposta.
Il risultato del sondaggio sarà presentato con un’installazione in piazzetta Mollino a Torino in occasione dell’inaugurazione del Festival Architettura in Città il 30 maggio alle 18.
12 04 2012
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Commenti
Le lavapiatti siano dotate di due carrelli uguali porta-cestelli: uno per le stoviglie sporche e uno per quelle pulite. Il carrello con le stoviglie pulite si porta a tavola per apparecchiarla o si tiene accanto alla lavapiatti, in un vano della cucina.
Basta soprammobili che si impolverano. Sia messo tutto sotto vetro in bacheche.
Basta pulizie dei pavimenti: si usino i robottini per aspirare le briciole e si mettano tombini in mezzo alla stanza per lavare i pavimenti in modo automatico. Si possono fare case belle anche così.
Un ampio locale dove stare solo con gli amici maschi, quando mi pare, senza che NESSUNA possa decidere quando e come devo fare qualcosa: se voglio giocare alla Play, NON ME NE DEVO vergognare. Pareti completamente tappezzate di libri e di chitarre. Un locale suono dove, se mi va di strimpellare alle 4 del mattino, nessuno mi deve rompere . Una cucina mastodontica con tre schiavi completamente a disposizione di mamma, la quale farebbe preparare ogni giorno per me e per quelli che riterrei degni, delle pietanze da Olimpo. Una sala d'aspetto con temperatura di 45-50 gradi, dove parcheggiare per ore i visitatori indesiderati. A breve distanza, una dimora sobria ma elegante, per la mia amata consorte, cui non potrei rinunciare, ma che non mi dovrebbe rompere, a prescindere. Figli liberi di scegliere, di giorno in giorno, dove stare. Fra le dimore un campo di calcio regolamentare completo di arbitro e guardialinee, fissi, ad uso e consumo di figli e amici.
Chiedo troppo?
Un ambiente che trasmetta libertà di pensiero, di movimento di espressione, che ti permetta di esclamare "Finalmente a Casa!"
- costare poco e consumare meno, utilizzando le risorse nel modo più efficiente possibile
- avere spazi flessibili e trasformabili in base alle esigenze
- essere ampia abbastanza da contenere ciò che nel tempo di una vita si accumula
- essere "leggera" anche per i bambini, un cane, un gatto, un'orchidea (se loro non stanno bene, non stiamo bene neanche noi)
- essere sempre e facilmente interconnessa con il resto del mondo attraverso reti sociali, di trasporti e di servizi
- essere adattabile al mutare delle stagioni: di inverno calda e protettiva, d'estate trasparente e permeabile
Casa è dovunque sei te stesso, dove corpo e mente si spogliano e fanno ricreazione: poco importa se hai gli stucchi o le macchie d'umido sul soffitto se quando esci non sei riposato e carico.
Presuppone una separazione tra dentro e fuori.
Potrebbero bastare un paio di oggetti, qualche libro e un buon piatto di pasta da condividere con chi ami: eccoti a casa.
La tenda la monti in due minuti dove serve, ma non ti ripara abbastanza e non ci stai in piedi.
Il camper va già meglio. Occhio all'urbanistica.
Se dovessi sintetizzare, dunque, la casa, in quanto estensione di noi stessi e del nostro pensiero, lo rappresenta in tutte le sue complessità. Ciò che è complicato per me può sembrare semplice per qualcun altro, mentre ciò che può apparire limitato a qualcuno, ad altri può sembrare assolutamente privo di costrizioni. Così come è complesso il nostro sistema di pensiero tale e più forte - per quanto sopra esposto - è il limite che si riscontra nella struttura abitata.
Ecco, la mia casa è come dice la lumaca in copertina: "omnia mea mecum porto" .... "porto con me tutte le mie cose".
Usare competenza, sensibilità, per eliminare ogni forma di spreco, ottenere poesia e funzionalità da ogni grammo di materia.
“Saper usare” dovrebbe essere l’impegno dell’utente.
La casa giapponese, ad esempio, è il massimo della funzionalità, bellezza e praticità solo se chi la abita la sa usare.
Trarre il massimo da quello che si ha a disposizione è per quanto ci riguarda, il vero obiettivo dei nostri tempi.
Comunque una casa piena di femmine non è male.
Le case inoltre difficilemente cosrrispondono ai nostri gusti perchè dovremmo essere tutti miliardari.
Casa, per me, è natura, odore di pioggia sul prato se è piovuto, quindi ampio collegamento tra l'interno e l'esterno, con vetrate che scorrano via, mobili che sappiano di legno, la luce del sole che sorge che penetri nella mia stanza da letto.
Ha la migliore esposizione possibile con grandi aperture verso un prato in leggero declivio che si congiunge ad una spiaggia e il mare. L'orto e gli alberi da frutta sono disposti a corona intorno alla casa. I profumi sono quelli del mare, delle erbe, degli animali e delle persone che tu ami.
Non esiste un retro. Ma un fronte opposto al mare costituito da un bosco tutto da scoprire e usare.
Questa è una casa che non consuma energia. Impiega solo materiali del luogo che tu puoi scegliere e costruire con i tuoi amici della banca del tempo.
Verificato che non vi siano vincoli di natura strutturale e che non si realizzi nuova SLP, nella mia ideale casa libera vorrei poter aprire una nuova porta e realizzare un innocuo tramezzo senza che ciò sia considerato "abusivo" sul piano edilizio. Vi sarebbero poi alcune considerazioni riguardo ai parametri edilizi, ma...sarebbe troppo lungo, perciò ne riparliamo semmai il 30 maggio p.v.