Taomag e i social media Stampa Email

Il social network degli architetti

Il Consiglio Nazionale degli Architetti ha dato vita ad un network dedicato che unisce progetti e progettisti con l’obiettivo di promuovere la visibilità dei soggetti aderenti e sviluppare forme di collaborazione sfruttando le potenzialità degli strumenti social.
Taomag prosegue la propria indagine in preparazione della Social Media Week (leggi la prima intervista) intervistando l’architetto Simone Cola, vice presidente vicario del CNA con delega all’informazione e alla comunicazione.

1. Quando nasce, come funziona e a chi si rivolge la banca dati www.seearch.it?
SeeArch è stato presentato in anteprima a giugno in occasione di Festarch e verrà lanciato ufficialmente in occasione del prossimo MADE Expo di Milano - 17/20 ottobre 2012) dove il Consiglio Nazionale avrà un proprio spazio.
L’obiettivo è quello di creare un luogo per valorizzare le capacità professionali degli oltre 150mila architetti italiani iscritti al sistema ordinistico costituito dai 105 ordini provinciali.
Il portale permette la libera consultazione di un progettista o di un’opera attraverso il nome dell’autore, la localizzazione o la tipologia di progetto.
Il sistema di georeferenziazione consente inoltre di localizzare sulle mappe sia le opere che gli studi professionali di quanti aderiscono all’iniziativa.
Possono pubblicare le proprie opere tutti gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori iscritti agli ordini professionali italiani; attraverso una semplice procedura è infatti possibile inserire una selezione di 10 lavori corredati da testi e immagini.

2. Saranno possibili delle azioni social tra professionisti, aziende e potenziali clienti?
In questa prima fase il nostro interesse primario è quello di valorizzare la qualità e la quantità di opere di architettura presenti sul territorio nazionale per facilitare l’interazione tra cliente e progettista.
È anche previsto, nelle successive evoluzioni del portale, che SeeArch sia arricchito da una serie di funzioni di tipo social per facilitare l'interazione tra i professionisti presenti sulla piattaforma in un’ottica di messa a sistema ed ottimizzazione delle risorse degli appartenenti alla categoria.
Sappiamo che gli studi professionali italiani, che spesso fanno ottima architettura, hanno il problema, in funzione della loro ridotta dimensione, di essere frequentemente sottodimensionati per competere per l’assegnazione di incarichi importanti; questo può essere un piccolo contributo per incentivare la collaborazione tra diverse realtà professionali.

3. Come procede la campagna di informazione pubblica su SeeArch? Senza una massiccia comunicazione, pare alquanto improbabile che un privato, un’azienda o un ente pubblico possa cercare e trovare la banca dati dei professionisti italiani…
Durante l’estate abbiamo iniziato a promuovere, per sperimentare la funzionalità del portale, SeeArch presso gli Ordini provinciali, con l’autunno l’informazione sarà decisamente più puntuale ed intensa.
Procederemo a contattare, con mail dedicate, molti professionisti e promuoveremo, sia sulla rete che in contesti professionali, istituzionali ed imprenditoriali appropriati, l’iniziativa promossa dal Consiglio Nazionale.
In tal senso la presenza con uno specifico stand di SeeArch a MADE Expo 2012 vuol significare che il portale non è uno strumento autoreferenziale, dove i progettisti parlano tra di loro, ma l’elemento tangibile di una politica professionale che punta a valorizzare le capacità di architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori.
E sappiamo di quanto il nostro Paese abbia bisogno di progetti e progettisti di qualità.

4. Tra le informazioni che i professionisti mettono a disposizione c’è anche il riferimento economico della loro prestazione?
Non è previsto che si faccia alcun riferimento economico rispetto alle prestazioni professionali perché il portale ha l’obiettivo primario di valorizzare le capacità e la presenza sul territorio dei professionisti italiani.
La contrattazione dei compensi afferisce ad un ambito che deve tener conto di molti fattori che non possono essere banalizzati pubblicizzando, come spesso accade, in modo generico un prezzo che non tiene conto delle peculiari caratteristiche di un progetto e delle prestazioni richieste al progettista.
Per esperienza sappiamo che una cosa è comprare una t-shirt on line, e anche in questo caso ci possono essere spiacevoli sorprese, ben altra questione è l’affidamento di un incarico professionale.
Personalmente non ritengo abbia senso una esasperazione delle concorrenza al ribasso fatta di prestazioni professionali a prezzi stracciati in nome di un’assai discutibile idea di competizione basata sul prezzo più basso e non sulla qualità più alta.
Credo che SeeArch possa dare una possibilità in più ai progettisti italiani di farsi conoscere attraverso le proprie opere ed i propri progetti e, di conseguenza, trovare delle possibilità di lavoro in funzione di ciò che sono capaci di fare.

13 09 2012


Social media week

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Sei pronto a partecipare ad un grande evento internazionale: la “Social Media Week” promosso contemporaneamente in 14 città nel mondo e per la prima volta quest’anno – dal 24 al 28 settembre – a Torino

Taomag propone ai lettori alcune interviste con la possibilità, sempre molto gradita, di ricevere commenti. Iniziamo con uno degli organizzatori torinesi della settimana dedicata ai social media e alla comunicazione digitale: Salvatore Perri di Dunter, co-organizzatore con Codice.idee per la cultura.

1. Dopo Roma e Milano la Social Media Week approda a Torino. Come è avvenuta la candidatura della città e per quali valori è stata scelta?

Ci siamo resi conto che Torino aveva delle grandi potenzialità inespresse di innovazione, essendo un laboratorio creativo costante. Data l'importanza internazionale dell'evento si inserisce benissimo in un palinsesto ideale iniziato con le Olimpiadi del 2006.
2. In tutto nel mondo 14 città saranno sede della SMW. In quale rapporto saranno tra di loro?
Esiste un quartier generale di SMW a New York, che coordina e tiene le fila dei comitati organizzativi locali, città che sono tra l'altro molto diverse per geografia, cultura e economia. Ogni settimana si tengono delle conference call tra noi tutti, nelle quali si stabiliscono dei tempi e ci si confronta sull'andamento generale dei lavori e sui temi di discussione. Esiste anche la Cross City Collaboration, cioè una collaborazione tra città nello scambio di idee e di eventi.
3. Chi può partecipare alla SMW e con quali modalità?
La Social Media Week è una grande festa e un'opportunità per tutti di conoscere nuovi strumenti e nuovi soggetti che si stanno rendendo importanti in molti ambiti. Può partecipare chiunque, ci sono oltre ottanta eventi tra cui scegliere, tutti a ingresso libero; chi vuole può registrarsi sul sito SMW (vai a sito)
4. Partecipare, innovare, produrre, creare, viaggiare sono i macrotemi. Non manca la condivisione?
Il tema globale è "rafforzare il cambiamento attraverso la collaborazione", e quindi la condivisione. Non per nulla un terzo degli eventi è giunto dall'esterno e attraverso la condivisione accettato all'interno del programma.

07 09 2012

 

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