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Quanto può aiutare il bollino Unesco e quanta cultura ci vuole per conservare la bellezza dei luoghi? Il caso Matera è un fulgido esempio.
Candidata a città europea per la cultura nel 2019, non vi avrebbe potuto aspirare senza essere patrimonio Unesco. Lo conferma Paolo Verri, nome noto a Torino per aver contribuito in passato come direttore al successo di iniziative quali il Salone Internazionale del Libro, il piano strategico della Città, Atrium Torino per la promozione delle Olimpiadi invernali 2006 e di Italia 150, il Comitato per i festeggiamenti dell’Unità nazionale.
“Dopo quarant’anni che segnano la distanza dalla vergogna dello sgombero dei Sassi, autorizzata dalla legge nazionale del 1952, la speranza dei fondi stanziati dalla legge del 1986 per il recupero degli antichi rioni dopo 30 anni di colpevole abbandono, finalmente arriva il riconoscimento del ’93 con l’ammissione dei Sassi nella lista dei patrimoni dell’umanità”.
Paolo Verri è il direttore del Comitato Matera2019 e coordina il gruppo di lavoro su Heritage and social inclusion, costituitosi presso il MIUR, con MIBAC e Ministero dello sviluppo economico. Il 16 ottobre sarà a Bruxelles per il lancio di Creative Europe, un piano di finanziamento (pari a 1,8 miliardi di euro) proposto con l'obiettivo di stanziare fondi per l'industria culturale per il periodo 2014-2020.
“Matera non è solo patrimonio Unesco, ma oggi è anche al centro di un processo di sviluppo grazie alla cultura e alla partecipazione dei cittadini. Potremmo dire che l’Unesco rappresenta l’hardware imprescindibile dal quale la candidatura a città europea della cultura ha potuto prendere le mosse, mentre il software è dato dalle persone e in particolare dai volontari del web che continuano a rilanciare i temi della candidatura per tenere aperta la discussione on-line”.
Lasciamo Paolo Verri al suo trasloco (non potevamo scegliere momento migliore per l’intervista!) e chiediamoci: quali iniziative sono necessarie per conservare la bellezza dei luoghi? Quali gli attori?

27 09 2012

 

Commenti   

 
0 #5 Liana Pastorin 2012-10-02 09:39
Seguite la diretta twitter degli interventi al focus group di questa mattina su: "La sostenibilità economica della gestione del paesaggio" #crearepaesaggi
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+1 #4 Alberto Cottica 2012-10-01 21:56
Massimo, molto interessante quello che scrivi. Qualche giorno fa leggevo un post (http://www.f052.it/articoli/739/matera-capitale) in cui si sostengono cose simili a quelle che dici tu. Ti posso chiedere cosa vedi? Paolo, l'autore di quel post, fa l'esempio di un panificio che è cresciuto molto e si è internazionaliz zato. Tu hai "storie di evoluzione" da raccontare? Le puoi scrivere qui, o dove ti pare e poi le segnali a me o a qualcuno del Matera 2019 web team?
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+4 #3 massimo 2012-10-01 21:27
Da materano che vive a Matera posso dire che Matera sta vivendo un processo virtuoso di evoluzione della sua crescita e del suo sviluppo,al di là delle sue carenze infrastruttural i ed i problemi di occupazione tipici di una città del profondo io credo che la sua forza sia nel mettersi sempre in discussione e sfidare se stessa mettendo in risalto i suoi pregi ed i suoi difetti ma questo è il rischio delle città ambiziose come la nostra che vogliono rilanciarsi tramite questo grandioso progetto che possiamo vincere o meno ma di certo ti apporta benefici a livello di eventi culturali,econo mico e a livello di visibilità,tra l'altro a mio avviso rappresenta una grossa azione di marketing di cui Matera non ha mai potuto beneficiare pienamente perchè magari le amministrazioni che si sono succedute non state in grado di formularlaoppur e non hanno considerato questa ipotesi!
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+3 #2 Angela Rosati 2012-10-01 11:16
Matera è una città straordinaria al pari di tutta la regione Basilicata, nel bene e nel male. Non dico questo perché lucana ma come persona che crede fortemente nei valori di questa terra: culturali, paesaggistici, naturalistici e antropici. La Lucania poco conosciuta “ai più” al pari di Matera (quest’ultima certamente più visitata dopo l’inclusione nel patrimonio dell’Unesco).
Allora ci chiediamo se l’essere stati “lontani”, dalle grandi trasformazioni avvenute nel secolo scorso, abbia contribuito alla conservazione di quei valori di cui oggi discutiamo e allora ben vengano azioni di tutela, come l’inserimento tra i siti dell’Unesco quale riconoscimento “ufficiale”, ma questa tutela deve continuare sempre, anche sotto forma di consapevolezza e partecipazione da parte di noi tutti per non far perdere a questi luoghi la loro identità.
Segnalo il sito: www.basilicata-matera2019.it
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0 #1 laura 2012-09-28 12:51
le città dovrebbero essere aperte solo a un turismo consapevole del patrimonio storico, artistico e architettonico che deve essere vissuto come bene comune. Come fare? è giusto limitare gli accessi o è come chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati? Chi dovrebbe educare al rispetto dei monumenti? la famiglia, la scuola, il web, ...?
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