La flessibilità migliora la vita Stampa Email



Una strada, trafficata da auto, moto, qualche bici e magari il bus, è praticamente una pista piana per lo slalom tra veicoli parcheggiati in seconda fila e pedoni che attraversano dove capita.
In questa giungla in movimento, con tutta la nostra attenzione concentrata nel non investire o non farci investire, chi riesce a cogliere l’oggetto o l’offerta nelle vetrine oltre il marciapiede?

Il 27 aprile sarà la giornata del “pedone day”, un’iniziativa dell’Assessorato alla viabilità della Città di Torino per far sperimentare un’area prossima alla pedonalizzazione in ciascuna delle 10 circoscrizioni.

L’ostilità dei commercianti verso la pedonalizzazione non ha ragione d’essere. Si prenda ad esempio corso De Gasperi, una via (più che un corso) che taglia in diagonale il rettangolo formato da corso Duca degli Abruzzi, corso Rosselli, via Piazzi e corso Einaudi, lambendo il mercato. Unisce la zona della Crocetta ”bassa” alla Crocetta “ricca” proiettandola verso il centro città. Un percorso ricco di negozi un tempo di quartiere e merceologicamente diversificati, oggi per lo più di telefonia, tatoo e sigarette elettroniche tra le tante saracinesche tristemente abbassate. Eppure il traffico veicolare è intenso, caotico (e ottuso). Per chi conosce Torino, non sarà difficile trovare analogie con via Lagrange, fino a qualche anno fa intasata dalle auto e oggi meta privilegiata dello struscio e degli acquisti.

A fronte di un’area pedonalizzata, che ne sarà delle vie laterali?
Saranno in condizione di assorbire il traffico? Probabilmente la risposta è da ricercare in una riduzione drastica dell’utilizzo del mezzo privato, il che riapre la discussione sul sistema di mobilità pubblica, ancora troppo lento, insufficiente e con mezzi obsoleti.

Mi è capitato di assistere alla presentazione di uno dei gruppi del workshop IAAD sulla mobilità. Gli studenti del progetto WAYTO hanno proposto soluzioni per occupare il tempo dell’attesa aspettando il mezzo pubblico o per raggiungere la propria meta.
Il concetto più interessante espresso è stato però la necessità di ripensare alle infrastrutture come oggetti, situazioni flessibili. Utopia?

Pedonalizzare è un errore o migliora la qualità dell’aria e della nostra vita? Quali sono le aree che inibiresti al traffico nella tua città e quali soluzioni (anche di arredo urbano) proporresti per incontrare il favore dei cittadini?

Liana Pastorin

20 02 2013

 

Commenti   

 
0 #7 Francesca 2013-02-27 18:27
Meglio pedonalizzare che le aree a 30 km orari. Ma che senso ha? tanto vale fare un'altra strada o andare a piedi. Almeno non si inquina.
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+2 #6 mira 2013-02-26 23:35
Pedonalizzare va benissimo.
Ma in concomitanza devono essere costruiti parcheggi interrati o in alternativa autosilos ( da fornire a basso costo orario ) limitrofi alle aree pedonalizzate per consentire un facile accesso alle stesse.
Senza questi provvedimenti il problema parcheggio diventa irrisolvibile per residenti e utilizzatori dei negozi,e anche l'accessibilità all'area pedonale diventa difficile, peggiorando di conseguenza la situazione della zona.Non sono d'accordo per "una riduzione drastica del mezzo privato".
Questi interventi si potrebbero fare con l'intervento dei privati senza costi o con un costo minimo per la collettività.
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+3 #5 Andrea 2013-02-23 11:41
Non è soltanto una questione di commercianti, è intralcio alla pubblica mobilità. Altro che flessibilità, la flessibilità è la possibilità di scegliere se andare a piedi, in bicicletta o con altri mezzi, anche INDIVIDUALI. Occorre fare in modo che un scelta non escluda l'altra. Pedonalizzare significa bloccare altre possibilità di trasporto e movimento. Le famiglie con bambini piccoli per esempio quando cambiano area di accesso devono avere dei permessi specifici oppure sono costrette a stare fuori. Le ditte impazziscono a cercare i permessi giusti, pagano e comunque disperdono buona parte del loro tempo per capire quale utilizzare sempre che riescano ad ottenerli. Se siete stati ultimamente a Milano vi accorgerete che è un delirio di divieti, zone che cambiano orario, telecamere. Altro che libertà, ci vogliono fare andare tutti sul freccia rossa.
Le aree pedonali piacciono tanto a chi non lavora o a chi lavora in una zona ben definita e non necessità di grandi spostamenti, tuttalpiù le usano per qualche "apericena" (nome terrificante), sono un disagio. Torino non è una città grande (ma una importante città si), non ha una densità di popolazione tale da giustificare kmq di aree pedonali e divieti, la amo, ma quel complesso di inferiorità che ci fa scopiazzare anche i difetti dall'estero non mi è mai piaciuta. NON SERVIVA IL GRATTACIELO, NON SERVONO KMQ DI AREE PEDONALI. Oltretutto vengono realizzate spendendo denaro pubblico in modo disinvolto, proprio perchè l'Amministrazio ne non si rende conto dei sacrifici di lavoro di chi versa le sproporzionate tasse nelle loro casse. Diamoci una svegliata ci stanno ipnotizzando di luoghi comuni
PS. L'area di corso Marconi con parcheggio interrato non sarà un miglioramento di San Salvario, serve soltanto a far pagare il parcheggio interrato anche nelle ore notturne. Un GRAVE danno lo hanno già fatto con il quadrilatero. Saluti
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+3 #4 burocracy 2013-02-22 19:12
Io lavoro a Torino in una via pedonalizzata già da tempo (via Amendola, attaccato a via Roma). in questo periodo hanno chiuso più della metà dei negozi, ad un ritmo forsennato. Forse la pedonalizzazion e non è la panacea... inoltre, hanno messo le piste ciclabili, e le bici non le usano: nella mia quotidiana esperienza torinese, le bici sono: 1) senza catarinfrangent i, fari, altre cose obbligatorie per legge che le rendano visibili; 2) più invulnerabili di "Franchigia" Baresi: nessun vigile ferma mai un ciclista, neanche se va in contromano sul marciapiede;3) rigorosamente alla larga dalle piste ciclabili, anche e soprattutto quelle separate dalla sede stradale.
A mia discolpa, per il tragitto casa lavoro uso solo il mezzo pubblico...uso l'auto solo quando c'è sciopero. ma dato che ci sono gli scioperi, tutti dobbiamo avere nella testa il "piano B", in cui ci si arrangia in macchina, dato che gli scioperi ci sono anche di inverno o con la pioggia battente. Il giorno in cui sentirò dire:" i dipendenti del trasporto pubblico dovranno indicare la loro adesione individuale allo sciopero tre giorni prima" , crederò alle coscienze ecologiste degli amministratori pubblici, non prima.
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+3 #3 Dario 2013-02-22 17:51
I test delle giornate ecologiche hanno dato esiti sconfortanti, quindi non sono le auto ad inquinare maggiormente; ma sicuramente inquinano di più se le si costringe a lunghi e tortuosi tragitti sulle poche arterie rimaste transitabili: si allungano i tempi di percorrenza e di funzionamento dei motori, e quindi di produzione di inquinamento, e si rende scomoda e impercorribile la città. I mezzi pubblici sono lontani da rappresentare un'alternativa efficace al mezzo privato: 1 sola linea di METRO, mezzi di superficie con scarsa frequenza e spesso affollatissimi. Certo che se si perseguisse una nuova politica per l'utilizzo di mezzi elettrici o a basso impatto ambientale.... ma da quanti anni se ne parla soltanto ? E poi la pedonalizzazion e di via Carlo Alberto (soprattutto del secondo tratto, senza negozi) .... una sciocchezza !
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+3 #2 Andrea 2013-02-22 17:17
Non comprendo questo sfrenato gradimento per i mezzi di trasporto pubblico. Immagino che tutti preferiscano viaggiare comodi, ecologici, su mezzi individuali, possibilmente belli. Questa voglia di pedonalizzare ogni spazio credo sia diventata eccessiva.
Chi progetta aree pedonali non tiene in conto che talvolta occorre raggiungere luoghi non soltanto a piedi per prendere l'aperitivo. Probabilmente chi ama tanto le isole pedonali lavora incollato e protetto dietro ad una scrivania e non conosce i disagi di mobilità di chi con la vettura ci lavora.
Spero si ritorni all'uso di automobili magari di piccole dimensioni ed elettriche per arrivare dappertutto senza quelle strazianti, snervanti ZTL, sono peggio dei velox.
ABOLIAMO LE ZTL,SI AI MEZZI ECOLOGICI INDIVIDUALI MA BASTA CON LE AREE PEDONALI, SONO GIA' TROPPE. Torniamo alla mobilità individuale degli anni '70, soltanto senza le emissioni inquinanti.
Rivorrei anche la rotonda di piazza Castello e via Roma percorribile, grazie. State immobilizzando l'Italia
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+4 #1 Giorgio 2013-02-22 12:54
Riprendendo la frase ..."ancore troppo lento, insufficiente e con mezzi obsoleti." RIVOLI l'amministrazio ne propone con PUT la chiusura dei nuove vie piazze ecc...Ma la metropolitana!! ! L'Amministrazio ne anni addietro ha spinto verso altri obbiettivi, la Risalita, inserendola in un ambito di "Delizie Sabaude" con albergo a 5 Stelle ecc.... IMPORTANTE ma la qualità della vita quotidiana rimane sempre quella. Ora esiste un comitato per la Metropolitana a Rivoli, ma non ci sono più i mezzi per arrivare a ciò. Che dire l'obbiettivo è la qualità della vita, penso qualsiasi progettista sia il proprio intento, ma non a discapito del cittadino penalizzato da scelte azzardate. PRIMA I SERVIZI POI SI DEVE VALORIZZARE I CENTRI ALLARGANDOLI E PEDONALIZZANDOL I.
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