La ruota gira Stampa Email



Si sta facendo strada la possibilità di avere una Turin Eye al Parco del Valentino. La Città di Torino sta raccogliendo il parere tecnico  di alcuni enti sulla fattibilità della ruota panoramica.
Vi pongo alcune questioni:
1. Il fatto che possa essere removibile è requisito che ritenete importante? (chi ricorda la tormentata questione dei “gianduiotti” in piazza Solferino?)
2. L’altezza indicata di 60 metri contro i 135 della London Eye è apprezzabile perché si accorda con l’understatement torinese o ridurrà l’opera (che, come afferma l’assessore alla cultura Braccialarghe,  secondo la normativa italiana non può comunque superare i 90 metri) a una giostra?

Liana Pastorin

28 02 2013

 

Commenti   

 
0 #25 Chiara Turinetto 2013-03-22 11:23
Ciò che dirò suonerà scorretto, ma ho la sensazione che, per cultura e anche per impostazione storico-burocra tica, noi italiani siamo talvolta troppo ancorati al passato. Oserei quasi dire "zavorrati".
La tendenza mi sembra che ormai sia quella di mantenere tutto, conservare tutto e modificare il meno possibile. Forse però dimentichiamo che alcune delle meraviglie del nostro paese non esisterebbero con le leggi e la prospettiva attuale... (penso a Positano con la sua cascata di case sul pendio che arriva fino al mare, penso ai nostri centri storici il cui fascino risiede anche nella sovrapposizione di epoche e stili diversi, restando a Torino penso alla Mole che all'epoca della costruzione non è stata certamente apprezzata da tutti). Questo ci offende? No, perchè è il passato. E' qualcosa che già esiste, a cui siamo avvezzi.
La ruota serve? Forse sì, può comunque essere una curiosità per i turisti e i residenti.
Però, non riduciamola a un giocattolo. E soprattutto non tentiamo di salvare capra e cavoli, in questo mi pare che siamo abbastanza abili, "la facciamo, ma in periferia" oppure "la facciamo, la sistemiamo al Valentino, ma più piccola perchè non disturbi lo skyline". Chi deve decidere abbia il coraggio delle sue azioni. O tutto o niente.
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+4 #24 Paolo Bertaccini 2013-03-07 09:58
Bel tema questo delle ruote panoramiche.
Forse la loro legittimità nelle città di panura risiede nell'assenza di punti di vista "esterni" naturali; oppure no?

Forse a Torino, città amabile, può aver senso se molto aggraziata e "a misura di Torino". Impercettibilme nte presente.

Come gusti personali, forse ci vuole del tempo ad abituarsi all'idea. A me in fondo non piacciono; ma forse con il tempo può essere come con i campanili: diventano parte fisiologica dello skyline urbano tipico e ci si abitua.
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+4 #23 Alice 2013-03-06 15:44
Mi sembra che ci siano problemi molto più urgenti e più importanti. E' vero che la città sta cercando una nuova identità (turistica-cult urale) ma non mi sembra che la soluzione della ruota panoramica sia quella cruciale. Esistono parti di città che necessitano interventi drastici come ad esempio il lungo Stura. Si fa finta di non vedere una situazione al limite di una "bidonville".
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+4 #22 rosangela ghione 2013-03-06 13:29
Una ruota panoramica che ha come sfondo la collina non ce la vedo bene. Quella di Londra compensa il fatto di non avere colline intorno panoramiche e quindi è uno dei pochi punti da cui vedere dei tetti e il corso del fiume: a Torino, ci sono tanti punti panoramici in collina che un altro sarebbe un di più. Perchè invece di copiare la ruota, che non ci serve, non copiamo la spiaggia di Parigi e la portiamo sul Po? Magari così anche a noi cittadini torinesi potrebbe darci consolazione, e pensare di spendere soldi sia per i turisti, che hanno bisogno di riposarsi, sia a noi per l'aggregazione diurna ai Murazzi, e non solo notturna, tra i delinquenti che si confondono con gli onesti, in modo da evitarci l'autostrada ligure in estate sempre piena e pericolosa? Riporto estratto articolo: "Parigi, sole sulla spiaggia in riva alla Senna.
E' finalmente è arrivato il sole, e in riva alla Senna si sono visti ombrelloni aperti, bagni di sole in costume, persone sotto la doccia, come in uno stabilimento balneare mediterraneo. L'undicesima edizione di Paris Plage era partita sotto cattivi auspici, con cielo velato e temperature primaverili per gli standard locali, ma autunnali per i nostri. Ora, finalmente, il caldo, un po' come sta accadento in tutta l'Europa Centro-settentr ionale, che almeno per questo inizio settimana eguaglia - se non supera - le temperature di molte località italiane in pieno maltempo. …che resterà in funzione fino al 19 agosto".
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+3 #21 luca fissore 2013-03-05 18:27
La valorizzazione dei Murazzi fa parte di un diverso approcio qualitativo al progetto della città smentito anche questa volta dalla proposta della ruota al Valentino. Mi chiedo se le sponde del Po e le attività che vi si affaccino possano tornare, almeno in parte, ai fruitori diurni del fiume e del parco. Mi chiedo ancora se sia stato giusto ad esempio eliminare gli imbarcaderi e sostituirli con ristoranti o bar quando basterebbe vincolare queste ultime attività al mantenimento delle barche ad uso pubblico. Ad esempio.
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+5 #20 donatella sclaverano 2013-03-05 14:27
In perfetto accordo con quanto scritto da Luca Fissore, i termini del problema non stanno nelle dimensioni e nella removibilita' della struttura ( se farla ebbene che sia ben visibile e fissa) ma nella localizzazione. ..il Valentino nasce come un parco avvolto da un paesaggio di fiume e collina, con architetture ormai consolidate da secoli, perche' snaturarlo pesantemente e trasformarlo in un'inquietante luna park?
Torino per essere vista dall'alto non ha certo bisogno di una ruota panoramica.
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+5 #19 Luca Fissore 2013-03-05 12:34
Vi invio quanto da me scritto a "Specchio dei tempi su La Stampa" e pubblicato il 14.2.03.
Non mi sembra comunque che i termini del problema siano quelli posti ossia removibilità e altezza ma sopratutto la localizzazione.

Ho qualche difficoltà a legare i termini “assessorato alla cultura e al turismo” e “tirare dritto” con la proposta di inserire la ruota panoramica nel contesto ambientale del Valentino. Questi termini infatti sono, a mio parere, fra loro contrastanti quasi incompatibili se raffrontati ad un percorso per nulla dritto anzi molto arzigogolato ossia quel percorso metodologico di comprensione, di valutazione dei vari fattori che concorrono alla definizione di una scelta progettuale così rilevante .
Questo progetto nel contesto del Valentino tocca fattori ambientali, architettonici e sociali di grandissimo impatto non solo positivo: il fiume, la collina , le architetture, monumenti, uno dei principali polmoni verdi urbani, la qualità dell'abitare, lo sport, il gioco dei bambini, la sicurezza, ma anche l'affollamento, le sconsiderate nuove aree di densificazione urbana, il richiamo di un turismo incompatibile con lo svago che offre il parco, il traffico veicolare al limite della praticabilità, la sanità, l'affollamento, la violenza e ancora e ancora.
Sembra molto difficile pensare che tale scelta debba essere fatta da un solo assessore (alla cultura poi!) per il solo fatto che a ben guardare la miscela di funzioni di cui parlavo assomiglia forse più, a questo punto, ad un labirinto e non ad un’autostrada. Anche se in labirinto c'è sempre almeno una via d'uscita. Ma in labirinto non si può certo tirare diritto.
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+4 #18 Franco Francone 2013-03-05 12:02
Meglio la ruota dell'incredibil e progetto di "valorizzazione dei Murazzi" che ha allestito il Comune , con dehors e gazebo galleggianti per improbabili frutori (forse solo notturni). Inutile cercare soluzioni di equilibrio e compatibilità in un contesto sociale urbano scarsamente consapevole dei valori paesaggistici della Città e dei dintorni. Occorre sempre considerare che la Città è espressione di una maggoranza di soggetti a scarse risorse materiali e culturali. Meglio progetti e soluzioni che sollecitano generale curiosità e decisamente innovativi.
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+4 #17 Enrico Bettini 2013-03-05 11:52
La posizione ideale di una ruota panoramica è indubbiamente legata ad un parco (terreno o fluviale) e di grande effetto prospettico: in asse con un grande corso. La posizione proposta dai giostrai non è quindi senza fondamento. Ma sia l’effetto prospettico verso la ruota sia quello visivo dalla ruota non è soddisfatto con un’altezza così ridotta (cento metri sotto il grattacielo SanPaolo). Penso anch’io che, entro questi limiti, si ridurrebbe ad una maxi-giostra. Ma espanderla (come sono certo hanno intuito i giostrai) in quel punto non è possibile per i limiti imposti dalle costruzioni adiacenti. Proporre la sua removibilità che significa? Che non si è stati in grado di capire il suo impatto visivo e paesaggistico? Che ci si è sbagliati nel preventivarne l’uso? Che ci si accorge solo dopo del gran caos e della non soluzione dei parcheggi? Sono cose che –tra persone serie- non si dovrebbero neanche prendere in considerazione: o si fa o non si fa un bel niente.

Infatti sono tutti elementi su cui riflettere molto e prima.
1. Torino è una città che oltre ad essere affiancata da una splendida collina in riva destra di un fiume, è attorniata dal colle di Superga con relativa Basilica e dalla collina morenica di Rivoli con relativo Castello. Sono altrettante terrazze naturali con viste mozzafiato neanche paragonabili a quelle di una ruota alta sì e no come l’ex palazzo della RAI.
2. Occorre stimare, in questo caso, il paesaggio che si perde dietro la ruota. Valutare, cioè, la compromissione del cono visuale che da Corso Raffaello si spinge su per la collina verso l’Eremo. E non solo. Tutta la zona di affaccio su Corso Massimo tra corso Marconi e Corso Dante avrebbe le visuali diagonali verso la collina intralciate dalla ruota.
3. La Mole sta per innalzare il proprio punto panoramico ancora più in alto di quello attuale; uno degli argomenti per far trangugiare ai torinesi il grattacielo SanPaolo è stato quello dell’apertura al pubblico della sua terrazza all’ultimo piano con tanto di ascensore dedicato; la Regione ci regalerà tra breve un’ulteriore terrazza panoramica a 220 metri d’altezza (circa 4 volte la nostra ruotina sul Po); non è escluso che le FFSS costruiscano il grattacielo gemello a quello SanPaolo. Tutti punti panoramici aperti al pubblico. E’ vero che anche le grandi città che hanno ruote panoramiche hanno grattacieli, ma sono desolatamente piatte e i grattacieli privati.

Tutto ciò, a mio avviso, significa che la straordinaria dote paesaggistica di Torino e la realizzazione del suo straordinario progetto urbanistico barocco devono orientare la ricerca del successo turistico in direzioni diverse dalle attrazioni estemporanee ma, piuttosto,opera re per esaltare il potere attrattivo delle sue eccellenze come il meraviglioso fiume che abbiamo magari con nostri ‘bateau mouches’ dalla Confluenza a Moncalieri, per esempio.
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+4 #16 Sergio Dellavecchia 2013-03-05 11:23
Come membro della associazione ''Cittabella'' sono assolutamente contrario. La ruota ,per essere attrattiva,,dov rebbe avere dimensioni non compatibili con il parco,richieder ebbe opere di ancoraggio al suolo piuttosto invasive anche nella ipotesi di un futuro smontaggio,dive nterebbe una calamita per auto e bancarelle di ogni genere già oggi incontrollabili ,Per vedere la città dall'alto vi sono gli insostituibili affacci collinari da valorizzare. Per favore il luna park facciamoli altrove !
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