Una professione da ripensare Stampa Email



La crisi economica ha colpito tutti gli architetti, chi più e chi meno:
studi grandi che hanno dovuto ridimensionarsi (a scapito dei collaboratori) e studi/bottega che, per contenere i costi, si sono trasferiti nell’abitazione del titolare o si sono ridotti a una scrivania a tempo, in locali di co-working.

Il mercato chiede specializzazioni e formazione permanente a fronte di un investimento in tempo e denaro.
Se per alcuni la scarsità di nuovi incarichi consentirebbe di investire in aggiornamento professionale, d’altro canto i mancati introiti - in alcuni casi dovuti a crediti non liquidati per l’inaccettabile dilazionato pagamento di privati o enti pubblici - e la depressione finanziaria (e a volte psicologica) spinge alcuni architetti a voler capitalizzare magari poco ma subito. Così Groupon e siti affini diventano uno specchietto per le allodole con risvolti deontologici sgradevoli, ma necessari per evitare la concorrenza sleale.

Eppure, soprattutto tra i giovani, c’è chi ha scelto una strada diversa e ha colto la necessità di rispondere all’esigenza di clienti privati di contenere le spese di ristrutturazione, e di piccoli interventi in genere sul costruito, offrendo prestazioni a costi ridotti perché, intelligentemente, si agisce su un decremento dei costi fissi di studio, puntando molto sulla comunicazione via web.

L’architettura low cost può essere una strada? Come è possibile ripensare la professione senza mortificarla?

Liana Pastorin

14 03 2013

 

Commenti   

 
0 #13 Claudia 2013-03-29 15:58
Sicuramente, qualche proposta sarebbe più utile per ampliare le vedute e arrivare a qualche soluzione, che non continuare a farsi la guerra tra professionisti.
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+1 #12 Andrea 2013-03-19 10:57
Forse ci guardiamo l'ombelico però:
Siamo tanti anche se il mercato del lavoro senz'altro farà una selezione che ci sia groupon o che non ci sia. L'uso del suolo è ormai eccessivo, una volta colmati i vuoti industriali rimarranno il recupero e la conservazione.. .. Credo sia corretto limitare e di molto gli accessi all'Università.
Perchè dobbiamo sostenere tutte queste spese di aggiornamento, assicurazione, commercialista visto che abbiamo già quelle dello studio ed altre. Praticamente iniziamo l'anno a meno tot euro.
La nostra categoria in media guadagna come un buon commesso o un impiegato medio ma è soggetta a responsabilità enormi ed illimitate nel tempo.
Una volta che abbiamo fatto lo slalom tra la normativa urbanistica ed edilizia, quella di prevenzione incendi e della sicurezza sul lavoro, quando ci rechiamo in un qualsiasi ufficio pubblico in molti casi abbiamo a che fare con:
Impiegati scortesi svogliati "occupati" (che ricevono uno stipendio regolare)
Impiegati poco occupati (che ricevono uno stipendio regolare)
Impiegati non occupati (che ricevono uno stipendio regolare)
(stipendi pagati anche dalle nostre poche tasse dal momento che il nostro mediamente è un piccolo reddito).
Dal momento che in Europa ed a Roma chi legifera vive fuori dalla realtà producendo norme che dovrebbero prima essere testate o quanto meno concepite da professionisti del settore, il progetto è diventato lo studio di cosa non posso fare ed il cantiere viene vissuto come luogo di ansie perchè per quanto ci sia la buona volontà di fare le cose per bene si vive nella speranza di incappare in un ispettore di buon senso.
Il rapporto è molto sbilanciato poi fate voi, se ritenente che siamo trattati bene dallo Stato tramite i propri strumenti a mio parere siamo un tantino masochisti.
Per fortuna ci sono i grandi studi che mantengono onorevole la professione.
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+1 #11 giovanni 2013-03-18 23:17
ma quale buon punto di partenza come immagini che si possa fare a comprendere nella quota l'assicurazione e la consulenza? Il minimo assicurativo sono oltre 1000 euro/anno e la consulenza fiscale il doppio, mettiamo pure che si strappi qualche tariffa favorevole ma non certo la metà e quanto dovremmo pagare quindi la quota di iscrizione ?
l'hai già trovato uno sci club dove ti iscrivi e poi sciare è gratis? preferisco che ci sia una convenzione proposta e poi essere libero di scegliere cosa penso sia meglio in relazione all'attività che svolgo.
Forse è l'ora di smettere di lamentarci e di chiedere che l'ordine faccia per noi quello che noi non siamo capaci di fare, forse è l'ora di considerarlo una casa comune dove insieme si immaginano le strade per risolvere i problemi.
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+2 #10 Claudia 2013-03-18 11:36
Penso che invece la proposta di Andrea sia un buon punto di partenza.
Per quanto riguarda il fatto di trasformare l'ordine in un CAF e sul fatto di promuovere la professione puntando in alto, sono d'accordo fino ad un certo punto, perchè se mancano le basi per fare la professione si rischia di fare il passo più lungo della gamba e chiudere dopo un anno. Sicuramente un contributo maggiore dovrebbe esserci sia nella contabilità fiscale (per il regime dei superminimi sono arrivati a chiedermi da 250 -900 euro l'anno!!), sia per i corsi di aggiornamento perchè renderli obbligatori con i costi che hanno, rischia di mettere in crisi chi sta cercando di restare a galla. Io nel 2012 ho lavorato a chiamata fatturando 5000,00 in tutto l'anno e non mi posso sicuramente permettere un ufficio con le relative spese figuriamoci dei costi per i corsi di aggiornamento (per tenermi aggiornata studio normative e mi informo in continuazione, come la professione ti richiede per poter dare delle risposte ai clienti).
La concorrenza sleale c'è eccome, si è instaurata una guerra tra poveri facilitata dall'abolizione dei minimi e da cifre orarie date negli studi a cui ci siamo quasi abituati e se dobbiamo fare un preventivo per un cliente sarà sempre più alto di quello che prendevamo nello studio ma più basso di quello che il mercato un volta conosceva.
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+3 #9 Stefania 2013-03-18 09:45
Buongiorno, rispondo al suo commento perchè io faccio parte, pur avendo più di 40 anni, di chi ha attivato un sito web per consulenze di interni a basso costo. Non si tratta di "pazzia" come dice lei, ma di sopravvivenza. Dopo anni di collaborazioni negli studi (terminata perchè lo studio ha praticamente chiuso!) pagata € 10,00 l'ora lorde con partita IVA (peggio di una donna delle pulizie...con tutto il rispetto per chi svolge questa mansione) credo che quella fosse "pazzia" e non la scelta di una soluzione alternativa che comunque permette di sopravvivere! Mi dica lei che alternative abbiamo noi che negli studi professionali siamo sfruttati e sottopagati, che non posssiamo pensare di ottenere incarichi pubblici di un certo tipo perchè viene richiesto un curriculum impensabile, che non riusciamo ad entrare nelle amministrazioni pubbliche perchè i concorsi sono bloccati, lasciamo perdere il discorso di insegnare nelle scuole ....e quindi, a mio parere, queste sono soluzioni intelligenti che permettono di non mollare e almeno per un po' di andare avanti!...anzi se avesse bisogno di un collaboratore eccomi qua...probabilm ente abbandonerei il mio sito a basso costo ! Buona giornata.
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+3 #8 giovanni 2013-03-17 20:53
una proposta che mi pare la legge del taglione ! I servizi inclusi nella quota di iscrizione ci vogliono, ci sono e vorrei che fossero incrementati ma che l'ordine diventi un CAF anzichè promuovere la professione puntando in alto e facendo conoscere l'importanza del nostro lavoro ai nostri potenziali committenti questo proprio no ... peraltro mi piacerebbe sapere cosa ne diremmo se l'ordine dei commercialisti si mettesse a fare pratiche edilizie per i propri iscritti comprese nella quota di iscrizione !!!
Basta guardarsi l'ombelico, alziamo gli occhi e proviamo a progettare insieme un'idea per il nostro futuro.
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+4 #7 Andrea 2013-03-16 13:31
Ecco un esempio di proposta di riforma:
-Riduzione del numero chiuso presso i Politecnici Nazionali per architetti, ingegneri edili e civili;
-Per chi lo desidera polizza professionale inclusa nella quota di iscrizione all'Ordine professionale di appartenenza con un piccolo sovrapprezzo;
-Per chi lo desidera contabilità fiscale dei professionisti svolta dall'Ordine di appartenenza con un piccolo sovrapprezzo nella quota di iscrizione.
-No all'aggiornamen to obbligatorio, SI a particolari corsi di specializzazion e abilitanti.
Sulla questione dei corsi, nello specifico quello inerente il TU 81/2008, vorrei aggiungere che per quanto riguarda la formazione degli ispettori ASL e DPDL incaricati delle verifiche di cantiere propongo un corso obbligatorio pratico, quotidiano, preventivo in cantiere in affiancamento al CSE di 12 mesi.
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+4 #6 stefano 2013-03-16 12:06
personalmente sono rimasto molto male, quando nell'inserto del mercato immobiliare de "sole24ore", un articolo pubblicava la consulenza low cost per la progettazione di interni e ristrutturazion i varie. Soprattutto quando le parcelle proposte erano meramente al limite della pazzia!!! (da € 50,00 a € 250,00). E' vero che non esistono i minimi tariffari, ma credo che il buon senso sia comunque da conservare.
Questa situazione è la conseguenza di un'esasperazion e delle generazioni più giovani di professionisti che pur di iniziare ad inserirsi nel mondo del lavoro, accettano questi compromessi.
Però se non si cambiano la politica e le caste che selezionano i nomi dei soliti noti per piccoli e grandi incarichi, dovremo accettare supinamente questa situazione.
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+5 #5 Berto 2013-03-15 20:03
Siamo troppi. Sono d'accordissimo.
Non ho avuto modo di leggere con l'attenzione che meritava il numero di TAO (credo fosse TAO) in merito a questo problema. Architetti, geometri, ingegneri edili, l'offerta di professionisti dell'edilizia è esagerata rispetto alle esigenze del mercato, e non solo in questo periodo di crisi.
Il risultato è il gioco al ribasso di cui si parla: condizioni di lavoro molto difficili (per chi ce l'ha), concorrenza esasperata e soprattutto poche prospettive. Tutto questo dando per scontati impegno e voglia di lavorare.
Ragionando in ottica locale, ritengo che l'unica soluzione sia ridurre drasticamente il numero di posti nella Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino (e magari anche di Ingegneria Edile), arginando alla base il problema. In caso contrario continuerà il meccanismo attuale: sfornare un sovrannumero di laureati nelle discipline edilizie che dopo aver investito soldi, tempo ed illusioni si ritrovano in un settore di mercato saturo in cui tirare a campare. Capisco che per il Poli sia più prestigioso e redditizio avere un alto numero di iscritti, ma allo stato attuale non sta facendo il bene dei suoi studenti. E rendersi conto a 30 o più anni di aver scelto un corso di studi bellissimo ma con poche prospettive è un grosso problema.
Mi piacerebbe che l'OAT approfondisse il tema con chi di dovere presso il Politecnico, a cominciare dal Rettore e con il preside della Facoltà di Architettura. Saluti
PS. ho studiato dal 2002 a 2008, da 4 anni collaboro stabilmente con uno studio, sono fortunato nonostante il pessimismo del mio messaggio
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+5 #4 Marco 2013-03-15 15:57
Operando come Libero Professionista è praticamente automatico che io mi tenga aggiornato sulle nuove normative e soluzioni tecniche: è ovvio altrimenti non lavorerei!!! Come dice giustamente Andrea "...La formazione dovrebbe essere un dovere privato di ogni professionista ed il mercato del lavoro fare conseguentement e la selezione…". Il problema ora come ora è "la stagnazione": tutto è fermo ed emerge ormai come il "sistema dell'apparato burocratico" sia stato più intelligente del professionista nell'"autoripro dursi" e "duplicarsi" : l'apparato è stato in grado di creare nuovi posti di "lavoro", laddove spostare un foglio da una stanza all'altra è considerato "lavoro". Ora di cosa ci si stupisce? Del fatto che i soldi dei privati siano finiti? Del fatto che per ottenere il dovuto per una prestazione non pagata la Giustizia Italiana ci impieghi anni? Del fatto che le amministrazioni non paghino? Il sistema è inceppato. E' come le nostre fotocopiatrici quando tritano i fogli e non si capisce mai dove sia il problema: ovvero..c'è un problema ma non si sa dove. Ho detto una cosa inesatta: ora il vero problema è talmente sotto gli occhi di tutti, in primo piano, che si fa fatica ad accettarlo perché…. è meglio "sperare" invece che “agire”, anzi… “è meglio sperare che agisca qualcun altro”: il “caos” è totale; l’Unione Monetaria è fallita, lo Stato è fallito. Le prospettive di lavoro sono azzerate. Possibile che l’unico problema per i nostri governanti siano i corsi di aggiornamento? Io non ho i soldi per farli: mi cacciate dall’Ordine?!? Prego, accomodatevi. Prima, se permettete, penso a come pagare il mutuo, a pagarmi gli alimenti, a coprire le spese di vita e di lavoro strettamente necessarie, poi se avanza qualcosa….ma non avanza nulla. Lavoro per vivere, non vivo per lavorare: lavorerei anche di più ma di lavoro ce n'è ben poco. E questo lavoro che ho sempre apprezzato, inizia a non piacermi più perché mi avvicina troppo alla figura di “piccolo burocrate”. Perché quando si arriva al punto di dover chiedere tre pareri a tre enti (due dei quali inutili e uno dei due inutili soppresso per legge tipo “la comunità montana”…) in cinque copie per ognuno per dare una mano di vernice ad una casa…c’è qualcosa che non funziona… il problema non è "Grupon" o similari. Il problema è altrove: quando l'avrete capito forse sarà troppo tardi!
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