Abitare tra nostalgia e tecnologia Stampa Email


Tra coloro che possono ancora aspirare di abitare in una casa, esiste una classifica condivisibile delle priorità e dei desideri?
Se il professionista non è uno che propina progetti tipo in serie, con soluzioni tipo, per realizzazioni del tutto simili, e se il cliente lo mette nelle condizioni di capire il suo stile di vita e le sue necessità per migliorarne la qualità, il gioco è (quasi) fatto.

Ma la casa dei sogni è domotica e perfettamente isolata o con il glicine in arrampicata anarchica e i serramenti che fan passare gli spifferi?
Possiamo innamorarci del design di un vecchio frigorifero, ma sappiamo che è energivoro e incapace di contenere la spesa dell'intera settimana; troviamo particolarmente smart quello di ultima generazione che ci avvisa anche della mancanza del latte, ma toccherà ancora a noi rifornirlo.
Se la domotica ci fa risparmiare tempo e denaro, per esempio sincronizzando illuminazione e riscaldamento sulle nostre esigenze e limitando il consumo di energia, credo però che possa fare anche dei "danni".

Il rischio che corriamo con l'innovazione tecnologica "estrema" è che il nostro cervello non sia più sollecitato al pensiero, all'attenzione e alla velocità di azione.
Senza contare il fatto che la programmazione della tecnologia sui nostri ritmi, per semplificare, implica che questi siano sempre uguali! Non trovo desiderabile che al crepuscolo si accenda la luce della mia sala; voglio continuare a decidere istintivamente se illuminare lo spazio o muovermi nella stanza rischiarata dalla luce che arriva dalla strada.

Un settore all'avanguardia è quello automobilistico che sta proponendo soluzioni (l'auto che si guida da sola) che fino a qualche anno erano parte solo della sceneggiatura dei film di fantascienza. Oggi l'auto che parcheggia al posto nostro non è una novità, ma risolve un problema o ci toglie qualcosa in capacità?
L'auto è ormai la nostra seconda casa (a volte la prima) e ha sostituito la cabina telefonica, di cui sono certa nessuno prova particolare nostalgia e neppure per il sacchettino con i gettoni per telefonare a casa dal luogo di vacanza.

E a essere sinceri, un robot addetto alle pulizie domestiche mi sarebbe molto utile... ma come lo prenderebbe il mio cane?
Siete tecnologici o nostalgici?

Liana Pastorin

11/07/2013
 

Commenti   

 
+2 #2 Corrado Colombo 2013-07-12 16:50
Fatua, inutile discussione che alimenta sè stessa... L'abitare è l'abitare, le nostre memorie e i nostri filtri emotivi ed etici del nostro essere nello spazio e nel tempo sono (fortunatamente ) indipendenti dalle effimere costruzioni mentali degli architetti. Sono rapito dalla pungente sensibilità di Robi V
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+2 #1 ROBI V 2013-07-12 13:47
Per evitare un virile confronto con il nulla, l’uomo innalza altari al progresso.
In realtà mi sembra che il massimo trionfo del progresso consiste nella velocità crescente con cui l'uomo smart può trasferire la sua stupidità da un luogo ad un altro.
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