Una città tra alti e bassi Stampa Email



“Sollevare il basso profilo di Torino” era il titolo del convegno organizzato dall’Ordine Architetti Torino e Circolo dei Lettori a fine 2007, il 13 dicembre per la precisione, S. Lucia, protettrice della vista.

Il titolo aveva fatto storcere il naso all’allora Assessore all’urbanistica Viano, già impegnato a gestire i malumori cittadini conseguenti alla decisione del Comune di permettere la costruzione del primo grattacielo degno di questo nome alla Banca Intesa San Paolo, a firma dell’architetto Renzo Piano.
La polemica che ne seguì la ricordiamo tutti; l’obiettivo degli ambientalisti e degli amanti della Mole Antonelliana è stato raggiunto: il grattacielo non supera in altezza il simbolo della città. Peccato che il vero punto di vista in cui è penalizzato lo skyline di Torino sia da fuori, dove la visione di questo corpo ‘estraneo’, che svetta isolato, non premia l’opera di Piano né tanto meno il profilo urbano.

Devo essermi però persa la polemica sul grattacielo progettato da Massimiliano Fuksas, da poco tirato di nuovo fuori dal cassetto della Regione Piemonte… Localizzato dietro l’area del Lingotto e a fianco dell’arco Olimpico (nuovo simbolo cittadino dai Giochi del 2006, troppo basso e troppo recente per dettare proporzioni di scala) sarà terminato a inizio 2015 e, con i suoi 205 metri di altezza, supererà la Mole di 38 metri.

A giudicare dalle simulazioni grafiche che si vedono sui giornali la torre di Fuksas sembra spaventosamente massiccia, ma è ripetutamente descritta dai commentatori come ‘trasparente’. Si tratta di seguaci della Santa o siamo noi, quelli che non sanno e non capiscono, a doverci votare ad essa perché ci protegga la vista?

Liana Pastorin

18 07 2013

 

Commenti   

 
+4 #3 redazione TAOmag 2013-07-22 09:19
Fuksas disconosce la paternità del grattacielo della Regione Piemonte. Leggi l'articolo di Sara Strippoli su http://torino.repubblica.it/cronaca/2013/07/21/news/fuksas_la_mia_torre_trasformata_in_un_orrore-63385319/

"Il grattacielo che si sta costruendo a Torino non è il progetto Fuksas. È un ibrido, un orrore". Massimiliano Fuksas, l'architetto che dà il nome a quello che sarà il grattacielo più alto d'Italia, ricostruisce la querelle e anticipa il suo aut-aut: "Fra due settimane io disconosco il progetto, cancello la paternità di quest'opera che non è la mia".
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+18 #2 Carlo Italo Zanotti 2013-07-19 17:55
Devo essere sincero, non mi importa nulla nè del grattacielo di Piano nè tantomeno di quello di Fuksas, di cui conosco bene il progetto, artificioso e supponente quanto il suo autore. Per quanto riguarda Piano, se devo giudicare il risultato finora ottenuto mi sembra una anonima torre come tante, come ormai si vedono ad ogni latitudine, non vi é stupore , non vi é poesia, non c'é scampo, si declina l'ovvio attraverso una pura operazione di marketing. A chi abita la città, interessa poco o nulla disquisire se anche Torino, finalmente entrerà nella "Modernità". Che vuol dire essere moderni? Forse decidere di spostare un grattacielo previsto sull'area Materferro e localizzarlo, a concorso ultimato, nell'area Avio é moderno?
Anche la diatriba legata al grattacielo San Paolo - un altro santo , strana coincidenza - l'ho trovata stuccheviole, il punto é: era necessario pensare ad un edificio di quelle dimensioni in un contesto economico di assoluta recessione? e ancora, non é profondamente ipocrita giustificare la scelta architettonica prevedendo al primo livello l'ennesimo inutile auditorium e proponendo all'ultimo piano l'ovvia terrazza panoramica sulla città?
Forse la modernità non é più misurabile in altezza, se pensiamo alla Defense parigina, un luogo pensato negli anni 70/80, tristissimo esempio urbanistico, ormai obsoleto.
Occorre ripensare al concetto di modernità, quando si parla di low profile si é già provinciali.
Torino é una città per certi aspetti straordinaria, ogni città ha un sua vocazione, ogni luogo ha una sua precisa identità, occorre, da architetti consapevoli e colti, saper cogliere ogni piccola differenza. La città non é solo immagine, peraltro ormai terribilmente omologata e scontata. Ecco cosa penso sia essere "moderni " : poter passaggiare con i propri filgli in una domenica qualunque, respirando un'aria pulita, attraversare il distretto museale senza fretta, raggiungere i giardini reali e poi, finalmente la riva del grande fiume. Ascoltare il rumore del silenzio, percorrere in bicicletta la riva del fiume e i murazzi, senza impedimento alcuno, raggiungere il Valentino, distendersi sul grande prato al primo sole di maggio e aspettare il calare del sole. guardando il cielo.
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+9 #1 carmine minervino 2013-07-19 13:17
concordo completamente. e poi un grattacielo di Fuksas nessuno finora lo ha visto, mentre di Piano ce ne sono...e sappiamo cosa ci aspetta, nulla di terrificante.
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