Torino grandi firme e memoria corta Stampa Email



Era solo il 2007. Le pagine di cronaca dei giornali locali riportavano gli edifici griffati che avrebbero elevato Torino agli onori delle altre città da visitare e da ricordare
. I giochi olimpici invernali del 2006 ci avevano “regalato” la ristrutturazione del Palavela su progetto di Gae Aulenti, l’arco olimpico a firma di Hugh Dutton, la realizzazione del cosiddetto Palaisozaki tra piazza d’Armi e il rinominato Stadio olimpico, e ancora il Palafuksas a Porta Palazzo.

Erano solo sei anni fa e la cronaca si dilettava a lanciare i primi discutibili sondaggi: “Volete il grattacielo più alto della Mole?” e a mostrare Renzo Piano intento ad illustrare il modello del suo grattacielo ai vertici della Compagnia San Paolo e al Sindaco di Torino.

Ora che apprendiamo che il grattacielo è un “ex mostro” perché non è così invasivo come temevano alcuni, è ancora importante che lasci qualche centimetro di superiorità alla Mole? Non sarebbe stato più intelligente aspirare fin dall’inizio ad un progetto così bello ed audace da vederlo indicare con ammirazione da cittadini e turisti? Avremmo potuto risparmiarci inutili polemiche da bar e magari leggere del grattacielo nelle pagine di cultura.

Liana Pastorin

04 09 2013

 

Commenti   

 
+8 #5 Gianni Sessa 2013-09-06 18:13
Concordo perfettamente con quanto sostieni. Proprio ieri trovandomi davanti al cantiere sono rimasto deluso di come Piano abbia voluto sottometterssi a certa filosofia sanpaolo della discrezione
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0 #4 Roberto Secci 2013-09-06 14:47
L'arroganza invasiva più che altro quella di chi fa affermazioni assolute nascondendosi nell'anonimato.
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+11 #3 Roberto Secci 2013-09-06 14:45
Immobilismo: è la zavorra dell'immobilism o che ci trascina verso il basso. Ce ne fossero, ma molte, di azioni coraggiose nel mondo dell'architettu ra, specie da parte dei committenti. Ben venga il grattacielo in una zona caratterizzata da insoliti spazi aperti a Torino, anche molto più alto di questo.
Sono ricorsi storici per i quali abbiamo memoria cortissima, e per rinfrescare la memoria basterebbe andare a documentarsi sulle polemiche che accompagnarono la costruzione della Mole. Mi associo a Cesare per la lode riguardo l'attribuzione dell'arco olimpico (che ha già bisogno di una verniciata, peraltro, magari con un pigmento più resistente...).
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+3 #2 io 2013-09-06 13:38
Il grattacielo di Piano È invasivo ed è arrogante.
Paesaggisticamente ed urbanisticament e.
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+12 #1 Cesare Monti 2013-09-06 12:29
Brava... Brava a dire che l'arco olimpico è di Dutton e non di Camerana. Brava nel dire che questa città un briciolo di coraggio sembra non averlo più. Ormai l'ardimento di Antonelli, Guarini e Mollino sembrano solo un irreale ricordo. Tra "grandi" norme e onnipresenti urbanisti amici dei palazzinari, che però sono capaci solo di lasciar crescere speculazione e centri commerciali, "lagune verdi" putride di cattivo gusto, il grande gesto non abita ormai qui. Nel confronto con il grattacielo visionario che sempre Piano ha fatto a Londra sembriamo veramente timida cosa. Un grattacielo più dimesso della torre Pirelli di Ponti... ed in rapporto ai tempi meno audace della torre di Piazza Castello.
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