Premiati o puniti Stampa Email



LA FORMAZIONE CHE VERRÀ

In attesa che il nuovo Consiglio OAT, – insediatosi mercoledì 25 settembre, eleggendo le cariche istituzionali (Marco Aimetti presidente, Massimo Giuntoli vicepresidente, Laura Porporato tesoriere e Ilario Abate Daga segretario) – si pronunci in merito al futuro della formazione permanente, ritorniamo su alcune considerazioni postate dagli iscritti.

Gli uffici continueranno a lavorare nell’individuazione di corsi di formazione gratuiti e di qualità, consapevoli  che l’impegno di tempo richiesto agli iscritti sia già molto oneroso. L’obbligo formativo sarà da assolvere a partire dal 2014: da qui a dicembre, è possibile ottenere crediti, che saranno conteggiati dal prossimo anno.

OAT raccoglie il giudizio dato dai frequentatori dei corsi ai docenti che li hanno tenuti: non sono dati resi pubblici, ma tenuti in considerazione per la qualità dell’offerta formativa, scegliendo anche, come è già avvenuto in passato, di non confermare un docente che non si era dimostrato all’altezza.

A chi chiede di ricevere un paio di pdf all’anno sugli aggiornamenti professionali, ricordiamo che ogni settimana ciascun iscritto riceve una newsletter nella quale in “news professionali” sono via via inserite le novità. Sul sito è poi possibile rintracciare in “Professione – Riforma professione” e in “news e media – News” l’archivio di tutte le notizie pubblicate nel tempo.

A chi chiede perché seguire un corso sulla sicurezza se si occupa di interni, ricordiamo che viene proposta un'offerta quanto più possibile vasta e articolata su tematiche che possono interessare specificità diverse nell’attività di un iscritto. Ciò che può capitare è che un corso, per quanto interessante, non possa essere attivato perché non si raggiunge un numero di iscritti sufficiente a coprire i costi.

26 09 2013


 

IN RISPOSTA SULLA FORMAZIONE OBBLIGATORIA
Usiamo lo spazio di TAOmag per dipanare qualche dubbio di carattere generale in merito ai recenti obblighi per gli architetti iscritti all’Ordine. Cominciamo dalla formazione obbligatoria per continuare nelle prossime settimane con altri temi all’ordine del giorno, come per esempio l’assicurazione. Per domande specifiche, gli uffici dell’OAT sono, come sempre, disponibili a rispondere. Vi invitiamo a continuare a postare commenti costruttivi e utili a chiarire quanto può risultare ancora oscuro.

Il Regolamento per l’aggiornamento e lo sviluppo professionale continuo, in attuazione all’art. 7 del DPR 137/2012 (ovvero la cosiddetta “riforma degli ordinamenti professionali”), si applica a tutti gli iscritti all’albo professionale (salvo i casi di esonero previsti dalla linee guida elaborate dal Cnappc). Un’utile sintesi è il VADEMECUM della formazione obbligatoria (scarica il documento).

La formazione continua è quindi richiesta per legge; non è un’idea dell’OAT riservata ai suoi iscritti, sebbene l’OAT e la Fondazione OAT da più di 10 anni promuovano la formazione continua attraverso l’organizzazione di corsi, convegni e workshop per i professionisti anche gratuiti o a costi contenuti, nella classica modalità frontale o attraverso la formazione a distanza. Tutti i professionisti italiani sono soggetti alla formazione continua obbligatoria, già da molti anni. Le professioni di architetto e ingegnere sono state le ultime ad adeguarsi. Peraltro il sistema della formazione continua (CPD) è ampiamente diffuso in tutto il mondo.
L’OAT non impone ai suoi iscritti di seguire i corsi che organizza: ogni architetto ha facoltà di scegliere fra le proposte formative di qualunque soggetto abilitato tramite il Consiglio Nazionale.

Tra i suggerimenti che avete segnalato la scorsa settimana, approfondiamo i seguenti:
Promuovere corsi abilitanti e/o riconosciuti magari con esame finale e inserimento in elenchi di professionisti accreditati: ciò avviene già per i corsi sulla prevenzione incendi, regolati dal D.M. 05/08/2011. Nel caso di nuovi provvedimenti nazionali estesi ad altri settori, sarà possibile anche per OAT creare ulteriori elenchi di professionisti accreditati.
Promuovere seminari gratuiti sponsorizzati: ciò avviene già. Nel corso del 2013, OAT ne ha promossi 14, tra seminari e incontri formativi, in collaborazione con aziende.
Pubblicizzare gli elenchi sul sito OAT per valorizzare la formazione degli iscritti: è attività già prevista all’art. 8 delle Linee Guida dettate dal Cnappc come compito degli Ordini, e verrà realizzata all’inizio del triennio formativo 2014-2016.

19 09 2013


PREMIATI O PUNITI
Recentemente alcuni Comuni hanno adottato un approccio diverso per convincere i propri cittadini ad impegnarsi nella raccolta differenziata: non multe ma premi. La decisione deve essere stata presa misurando i vantaggi economici derivanti da una differenziazione corretta a fronte di “medaglie” al merito, evidentemente superiori all’incasso derivante dalle multe inflitte agli inadempienti.

È storia che si ripete invece periodicamente in riferimento all’educazione e alla crescita emotiva di bambini e adolescenti, figli e allievi: è più efficace e costruttivo punire o premiare? Il risultato sarà misurabile solo in età adulta, raggiunta quella maturità che può far valutare con lucidità e distacco il vantaggio ottenuto dalla modalità educativa cui siamo stati oggetto.

Ma oggi, da professionisti, come interpretiamo la formazione permanente obbligatoria? Una punizione perché ci priva di tempo e denaro che potremmo dedicare ad altro o un vantaggio che viene offerto per arricchire la nostra conoscenza e appagare il nostro orgoglio di essere architetti?

Liana Pastorin

12 09 2013

 

Commenti   

 
+1 #61 Lorenzo 2013-12-18 10:44
Bisognerebbe spiegare la ratio dell'esonero dai corsi per una determinata tipologia di soggetti: iscrizione all'Ordine maggiore i 20 anni e età anagrafica superiore ai 70 anni. L'Ordine ricorda come l'iscritto non è obbligato a frequentare i corsi da loro istituiti (anche se è facile prevedere un incremento dei partecipanti proprio a questi corsi per evitarsi la seccatura di valutare di volta in volta se l'ente erogante è accreditato o meno) probabilmente per aggirare la nota sentenza di febbraio 2013 che ritiene illeggittimi questi corsi in quanto contrari al concetto di libero mercato e stabilisce condizioni discriminatorie . E' certo che prolifereranno come funghi Enti preposti alla formazione continua professionale che per ottenere l'accredito dall'Ordine o dal Cnappc, beh... sappiamo come funziona in Italia!
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0 #60 Giuseppe 2013-10-31 13:36
brava elisa
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+1 #59 Attilio Lovato 2013-10-18 13:33
Una domanda di chiarimento, il professionista è libero di scegliere tra l'offerta dei corsi gratuti o meno a propria discrezione o esiste una regola di obbligatorietà per alcune tipologie di aggiornamento?
Ad esempio se il professionista si orientasse esclusivamente all'aggiornamen to linguistico o tecnologico il complessivo cei Cfp sarebbe considerato valido?
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+3 #58 Gianni Cagnazzo 2013-10-10 14:52
Ho seguito con grande interesse il dibattito emerso dal blog, e posso forse dare qualche indicazione utile come richiesto da qualcuno, frutto della mia esperienza non solo da professionista, ma da docente in corsi da molti anni, in workshop all'interno di facoltà italiane, organizzatore di corsi per professionisti da anni sulla sostenibilità, l'architettura bioecologica, ecc. ecc. nonchè Presidente di una associazione, che da piu' di 20 anni si batte per la promozione di una cultura del progetto sostenibile. Tutto ciò non per autocelebrazion e ma per visione un pò più allargata sul problema, avendone personale competenza in ognuna delle diverse vesti.
Da professionista condivido le rimostranze fatte, soprattutto dai giovani professionisti riguardo alla poca attività svolta istituzionalmen te a cautela sia della professione che dell'attività professionale, con risvolti del tutto demenziali quali il pos in studio, che attiverò solo a patto che mi si garantisca di poter far pagare i committenti ad ogni incontro (visita) presso il mio studio come i medici, potendo recitare finalmente anch'io la fatidica frase " passi pure dalla signorina..... Silvani del caso". Finalmente anche noi pagati per ogni frazione di tempo e non invece tutto in un calderone parcellifero che quasi sempre ci fa aspettare mesi per essere pagati e spesse volte anche bruciati per cifre tutt'altro che risibili.
Da professionista poi resto anche allibito di essere il n.1752 nel 1982 e veder festeggiare prima nel 2006 i 5000 architetti solo a Torino, e pensare che oggi siamo in c.ca 8000!!!!!, tanti quanto in gran parte della Germania e/o della Francia. Beh, facendo un piccolo calcolo ottimistico di semplice comparazione territorio / densità / ipotetici fruitori della categoria, dovremmo avere c.ca 5 committenti a testa !!!!!!!
E quindi che inizino gli scontri all'arma bianca.
E infatti a misurarci con Groupon e consulenze o certificazioni a 30/50 €. , e gare d’appalto scontate fino al 90% !!!!!!!
Eppure la filiera commerciale tira:
- le università tecniche reclutano un numero inverecondo di soggetti a botte di 2.500 €. di tasse l'uno, che permette di mantenere un teknic - politik buro che in larga parte ha fatto il suo tempo e non ha più nulla da insegnare al passo con i tempi !!!!
- gli stessi soggetti, affrancati con il sigillo, diventano poi preda sicura degli Ordini e delle Casse professionali: certo che nel moltiplicare per 1752 o per 8000 , il risultato cambia....e che business.!!!!!
Un po' di programmazione e pianificazione della professione?
Produrne di meno e magari di veramente preparati alla professione in modo da non aver necessità di altri corsi se non esclusivamente di solo aggiornamento disciplinare e normativo?
Da docente in tantissimi corsi per professionisti da 20 anni almeno, dissento invece da chi sostiene che la categoria sia nata imparata e tale si mantenga, che non abbia necessità di aggiornamento e riqualificazion e professionale: posso assicurare che, tolta una piccola percentuale di colleghi curiosi, aperti, attenti, attuali, preparati, la stragrande maggioranza della nostra categoria è lacunosamente impreparata allo svolgimento di una professione che oggi doverosamente non può più limitarsi alla soddisfazione di soli requisiti funzionali ed estetico modaiol-archite ttonici, ma si deve misurare con pratiche etiche di sostenibilità, di contenimento e pianificazione energetica, di valutazione e certificazione dell'uno e dell'altra, di bioedilizia , di bioarchitettura , di indoor environment quality, di tecniche e tecnologie avanzate e di programmi di sviluppo e di impiego.
E questo problema emerge costantemente nel confronto quotidiano, nel cercare di colmare per quanto possibile lacune che appaiono il 99,99% dei casi ben più evidenti in coloro che si sentono perfetti e al di sopra di qualsivoglia necessità di aumentare le proprie conoscenze.
“ Un uomo deve sempre imparare molte cose, quando non è più in grado d'imparare diventa uno qualunque” (Francis Scott Fitzgerald)
Gianni Cagnazzo


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0 #57 redazione 2013-10-09 12:05
OAT con la Fondazione OAT si muove nella stessa direzione dell’Ordine di Venezia, che lei cita.
L'offerta di seminari gratuiti accreditati è già iniziata a luglio, con tre 3 incontri sul tema assicurativo (2 crediti) ed è proseguita a settembre con il seminario organizzato in collaborazione con Sikkens (2 crediti), al quale aggiungiamo oggi quello con Dupont (2 crediti) e ancora un seminario sui lavori pubblici di cui daremo comunicazione a breve.
A novembre e a dicembre, in collaborazione con Action Group, saranno organizzati due incontri gratuiti (6 crediti ciascuno), della durata di un giorno, uno sul tema del design nei luoghi di lavoro e l’altro sulla smart city.
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+6 #56 Alessandro 2013-10-04 09:49
Sono allarmato constatando che su oltre 7000 iscritti e su un tema caldo come quello della "formazione" continua i commenti si limitino ad una cinquantina. Premesso che ognuno è libero di dire la sua opinione, questa situazione rispecchia quella della Italia attuale. In fin dei conti prevale il profondo interesse e la grave perdità della identità di professionista.
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+6 #55 Claudia 2013-10-04 09:25
Intanto l'Ordine di Venezia sta iniziando a fornire agli iscritti corsi GRATUITI valevoli per la formazione. GRATUITI. Concentrati in una sola giornata (quindi fattibili).
Prendere spunto, no?
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+1 #54 anna maria 2013-10-02 08:47
Mi permetto di replicare al sarcasmo su "visite dei rappresentanti" : sapere come risponde nel tempo un prodotto posato in interno o in esterno, scegliere di utilizzare prodotti a basso impatto ambientale, conoscere un'ampia gamma di soluzioni offerte dal mercato , dal radiatore al sanitario al rubinetto che riduce il consumo di acqua, all'ecomalta.e a mille altre cose , docce solari, luci a basso consumo , tessuti fono isolanti....... ..., come saper gestire l'apparato decorativo di un ambiente, non vale meno di un corso. Spesso il corso non insegna quanto riesci ad imparare da un'esperienza diretta supportata da competenze tecniche e dalla collaborazione di addetti ai lavori come "i rappresentanti" di ditte per esempio lombarde o trentine, abituate ad operare in Svizzera, in Austria e nel resto dell'Europa dove spesso vengono utilizzati materiali ,prodotti e soluzioni tecniche che noi ancora non conosciamo, .
Sicuramente i corsi dovrebbero essere mirati per fasce di competenza : personalmente non sento la necessità di frequentare un corso sulla sicurezza quando mi avvalgo di uno studio preposto a questo. Vogliamo utilizzare un conteggio? Tot crediti per ogni anno di professione, perché no, ma ampliamo il raggio di vedute : non è solo il corso di formazione e aggiornamento a fare un buon professionista! !!
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0 #53 redazione Taomag 2013-09-30 16:17
le news professionali in archivio sono ai link:
http://www.to.archiworld.it/OTO/Engine/RAServePG.php/P/59081OTO0707
e
http://www.to.archiworld.it/OTO/Engine/RAServePG.php/P/59791OTO1911
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+1 #52 Francesco Calliero 2013-09-30 16:17
La formazione è indispensabile per un'attività varia e costantemente in evoluzione come la nostra. Ciononostante, per rispettare i dettami costituzionali della parità di opportunità e della progressività della tassazione è INDISPENSABILE che il costo dei corsi sia strutturato per fasce di reddito.
Inoltre sono d'accordo con chi rivendica il conteggio della propria formazione (non visite di rappresentanti, ma corsi seguiti...) pregressa.
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