Edifici in rovina e case fantasma. Halloween in città Stampa Email



Torino ha scoperto le sue case fantasma, ovvero mai denunciate al catasto: un esercito di zombi, quasi 30mila immobili, in città e provincia; 1 milione e 200mila in Italia.

Numeri da paura a cui aggiungere, sparsi nei quartieri cittadini, i tanti edifici abbandonati e in rovina: palazzine per uffici e costruzioni un tempo definiti di pregio in avanzato stato di degrado come in corso Galileo Ferraris a Torino ai civici 36 e 75; interi prospetti su via che mostrano edifici come mummie al museo, fasciate da metri di nastro bianco e rosso per tenere lontani i curiosi e tutelarli da possibili infortuni (edificio delle Poste in via Nizza 10); aree industriali e commerciali dismesse come il morto che cammina dell’ex MOI (apprezzabile da via Giordano Bruno e via Zino Zini).

Molti altri esempi sarebbero possibili, ma le soluzioni? Non è forse vero che per tenere vivi gli edifici è necessario che ci sia vita al loro interno? Nella bozza della Legge di stabilità ritorna l’Irpef per le case sfitte. Tassare i proprietari insensibili allo sfascio a cui hanno destinato il loro patrimonio edilizio come stimolo per “liberarlo” e magari avviarlo a nuove attività: abitazioni, luoghi di incontro, di cultura, di lavoro, di svago, di studio, di sport,… è un primo piccolo passo.

Chi ha segnalazioni e proposte?

Liana Pastorin

16 10 2013

 

Commenti   

 
+2 #2 Barbara 2013-10-18 15:55
In questo periodo di crisi quello che sta funzionando bene sono gli incentivi per le ristrutturazion i, che infatti il governo ha prorogato.
Un buon imput per i proprietari di casa, soprattutto di grandi immobili sfitti ed inutilizzati da un certo tempo, sarebbe quello di dare un ulteriore incentivo economico per la vendita o ristrutturazion e. Aumentando la sola tassazione delle case sfitte si andrebbe a gravare ulteriormente sul portafoglio degli italiani, senza poter distinguere da chi ha comprato una seconda casa per investimento e la usa per le vacanze ad esempio, e chi invece ha innumerevoli proprietà immobiliari che lascia in stato di abbandono
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+2 #1 virginia 2013-10-18 12:15
"Ci proponiamo di avviare progetti che utilizzano il patrimonio edilizio esistente e gli spazi aperti vuoti, in abbandono o sottoutilizzati di proprietà pubblica o privata per riattivarli con progetti legati al mondo della cultura ed associazionismo , allo start-up dell’artigianat o e piccola impresa, dell’accoglienz a temporanea per studenti e turismo low cost, con contratti ad uso temporaneo a canone calmierato."
è un'iniziativa di Milano, molto interessante, avviata da tempo... questo il link al suo sito internet.
si può provare anche qui!
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