Una fiction ci salverà? Stampa Email



Non che volessimo riporre la speranza di far sopravvivere la categoria in due puntate di una fiction televisiva (28-29 ottobre “Adriano Olivetti. La forza di un sogno”), ma la sceneggiatura è riuscita a far passare un messaggio non banale né scontato?
Che Adriano Olivetti sia stato un industriale illuminato è noto a tutti, ma il pubblico televisivo avrà colto anche un altro aspetto del suo successo e del suo carisma? Adriano Olivetti era un urbanista e un politico, un uomo colto e intelligente e così sensibile da capire l’importanza fondamentale del proprio ruolo sociale, tanto da richiederlo anche a quegli architetti che hanno realizzato la sua città dell’uomo, la città industriale di Ivrea, esempio nel mondo.

Senza quegli edifici, questa storia non sarebbe la stessa
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Liana Pastorin
31 10 2013

 

Commenti   

 
+1 #4 Roberta Durando 2013-11-02 09:11
Sarà solo una fiction e una fiction non basta, ma noi tutti, soprattutto noi architetti, sappiamo e siamo in grado di mettere in quello che facciamo cultura e bellezza? Olivetti diceva "la bellezza ci rende migliori e la cultura ci rende liberi" ma noi sappiamo cogliere questo messaggio in quello che ci compete senza limitarci sterilmente a criticare quello che fanno gli altri? Se non siamo dei "morti" viventi e il messaggio ci è arrivato e ha smosso qualche cosa in noi allora una fiction può salvarci!
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+2 #3 Mirko Guarene 2013-10-31 17:15
...certo che se una fiction riesce dove noi, ma soprattutto voi dell'ordine, non riusciamo è veramente un problema! Fate un giro nei grandi magazzini del mobilio a basso costo e troverete solo giovani architetti a cui questo bel paese ha rubato ogni prospettiva di futuro.
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+2 #2 fabio 2013-10-31 16:04
bene per Olivetti....ce ne fossero ancora di "veri capitani coraggiosi", per la fiction un po' meno...Mi piace l'idea che Ivrea diventi patrimonio dell'UNESCO, è sicuramente un luogo da tutelare.
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+2 #1 Elisa Grosso Nicolin 2013-10-31 15:58
Non sarebbe ridotta così l'Italia se uomini come Adriano Olivetti, Felice Ippoliti, Enrico Mattei, Domenico Marotta non fossero stati stroncati nella realizzazione dei loro sogni perchè letteralmente "venduti" dai bravi politici italiani. Fu così che tolsero, negli anni '60,i sogni ai successivi cinquant'anni. L'oggi è il risultato.
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