Un giuramento di Ippocrate per gli architetti? Stampa Email



Recentemente un’amica e collega ha pubblicato un tweet che rilancia su un tema intrigante: perché gli architetti, come i medici, non fanno giuramento prima di intraprendere la professione? E se venisse mai istituito, a chi dovrebbe essere intitolato?

Proviamo a scrivere il testo insieme.

L’incipit dovrebbe essere più o meno così:
Entrando a far parte della Professione e consapevole dell'importanza dell'atto che compio, prometto solennemente…

…e continuare con un elenco di buoni propositi.

Ciascuno scriva un pezzo di promessa che ritiene importante.
Comincio io (mutuando dal testo dei medici):
(prometto) di esercitare l’architettura in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento rifuggendo da ogni indebito condizionamento.

Liana Pastorin
13 12 2013

 

Commenti   

 
+3 #4 silvana 2013-12-19 16:58
Di prendere atto che la professione non è la mera affermazione delle proprio ego progettuale, ma un impegno al perseguimento della qualità della vita delle persone, nel rispetto dell'ambiente e della società.
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+5 #3 Giusi 2013-12-14 00:21
"IL GIURAMENTO DI SIBELIUS"
Prendi coscienza che ciascuno spazio è una “unità esistenziale” che si esprime attraverso la sua casa.
Egli ha in sé questa scintilla del Finale che non domanda che di manifestarsi.
Fa’ astrazione dal tuo ego personale per dare allo spazio tutta la tua conoscenza e curalo rispettando la sua identità e la sua appartenenza.
Sposta la tua coscienza, mettendoti al più alto livello del tuo essere.
Accedi così alla conoscenza e sii architetto strumento in relazione al tutto.
Percepisci l’uomo la cui missione è prendere coscienza della manifestazione nella dualità della sua espressione spirito-materia -spazio, che si esprime attraverso il suo ambiente, in funzione della sua identità e della sua appartenenza in relazione con il tutto.
Interroga, esamina, ascolta, tocca i materiali e procedi alle investigazioni necessarie con l’occhio del saggio che sa guardare, che sa ascoltare, che sa percepire nel rispetto dell’identità dell’altro.
Cura i tuoi progetti con il sapere e le conoscenze che ti sono state insegnate dai tuoi padri collegandoti alle leggi universali…
Rispetta gli spazi e conducili alla progettazione attraverso la via della coscienza che permetterà loro di ritrovare la libertà della loro espressione.
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+1 #2 andrea 2013-12-13 16:19
credo che questo sia il più duro da rispettare :-))

"di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni"
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0 #1 virginia 2013-12-13 14:21
(prometto) di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica delle persone e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; (uguale a quello dei medici!)
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