Un passo verso la dignità della professione Stampa Email



È possibile squalificare la professione, ancora e oltre i limiti indecorosi ai quali si è arrivati con ribassi che hanno sfiorato la gratuità della prestazione? Non possiamo che sentirci tutti responsabili, un po’ vittime e un po’ carnefici del nostro destino.

Eppure è bastato un lavoro di squadra con un approccio da certosini, tra gli Ordini degli architetti e degli ingegneri della provincia di Torino e le rispettive federazioni del Piemonte e della Valle d’Aosta e la Regione Piemonte perché venisse inserita, tra le pieghe del prezziario della Regione Piemonte, da oggi in vigore, la sezione “Servizi di architettura ed ingegneria” favorendo un cambiamento nella situazione che si era venuta a creare. [vai alla notizia dedicata]

Di che cosa si tratta?
Ne parla Laura Porporato tesoriere OAT “Si è agito sul capitolo delle prestazioni professionali individuando una quota sull’onorario, incomprimibile, e che afferisce alla manodopera”.

Che cosa vuol dire?
“Da oggi il professionista che partecipa ad una gara di progettazione o direzione lavori, può presentare un’offerta scontando solo la percentuale relativa alla propria prestazione d’intelletto, ma non quella (che si attesta indicativamente su 48-52%) relativa alla manodopera sua e dei suoi collaboratori”.

Un piccolo successo che dà una garanzia, minima, per non rimetterci economicamente e, massima, per restituire dignità alla professione.

Liana Pastorin
03 04 2014

 

Commenti   

 
0 #13 edoardo ceretto 2014-04-10 15:37
ahimè hai ragione.
Le percentuali proposte e discusse,all'in izio di questa avventura, erano ben più alte:65-75%
ed erano da considerarsi ''NETTE''.
Non è chiara la motivazione (o lo è?)di chi ha giocato al ribasso.
Le strade del signore........
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+1 #12 paolo fop 2014-04-10 12:25
La notizia è per metà buona e per metà cattiva, mi spiego:
metà buona: almeno abbiamo introdotto il principio che la manodopera, che viene garantita dal ribasso d'asta per l'operario edile ma non lo era per il pogettista, ora venga garantita anche al professionista;
metà cattiva: è stato confermato il principio che il lavoro intellettuale non vale nulla visto che, detratta la quota incomprimibile della manodopera (manodopera? ma la nostra, spese a parte, è al 95% manodopera!!), tutto il resto è comprimibilissimo;
domanda: ma il lavoro intellettuale secondo voi quanto vale?
esistevano già più di un tariffario che si sforzavano di valutare proprio l'impegno intellettuale MINIMO di ingegneri e architetti, credo che si debba insistere per ripristinare il principio del valore del lavoro intellettuale;
poi se ti chiami Paolo Fop ti farai pagare il minimo se ti chiami Renzo Piano stabilirai tu il compenso, ma sempre partendo da un MINIMO.
Non si dimentichi che, specialemente nel caso delle OOPP, la componente fiduciaria e di delega che l'Ente Pubblico assegna al Professionista, non ha prezzo e comporta l'obbligo ETICO per ognuno di noi ad agire facendo sempre gli interessi del Committente garantendo il rispetto delle leggi: se tutto ciò vale poco....
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+1 #11 Mario Carducci 2014-04-10 09:18
Mi sembra un passo importante , che però deve essere "giocato" insieme ad altri:,sostanzi almente, trovare il modo di raggiungere un equilibrio corretto fra le diverse modalità di incarico riducendo al minimo il massimo ribasso (da accettare solo con il "taglio delle ali"),favorendo per tutti gli inarichi l'"offerta più vantaggiosa" , non esagerando con le procedure integrate,e,ovv iamente bandendo più concorsi di progettazione. Facile a dirsi, un pò meno a farsi , ma con l'aiuto dei colleghi RUP forse si può fare qualcosa...
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+1 #10 Daniela Brarda 2014-04-09 11:40
Si, certamente questo è un passo in avanti ma riguarda esclusivamente chi lavora con enti pubblici, (quasi sempre grandi studi ), mentre chi, come me , lavora esclusivamente con clienti privati continua a condurre una battaglia tra poveri dove si tira al ribasso per redigere un ace a 150 euro. Non è un problema che riguarda solo i giovani e il loro sfruttamento, ma il rispetto della professione che negli anni non siamo stati capaci di mantenere. Così mi capita che venga un cliente in studio per un parere (con conseguenti ore di ricerca in merito al tema) e quando gli do la soluzione al problema mi chieda "siamo a posto così?" Invece, quando vado dal medico dopo 15 minuti di vista di solito sborso 100 euro...
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+1 #9 Carlo Italo Zanotti 2014-04-09 11:33
Condivido pienamente le perplessità espresse dal collega, credo che occorra una più incisiva presenza del CNA sul fronte legislativo riguardante i lavori pubblici,( codice appalti e regolamento) in particolare modificando gli articoli che normano i requisiti di partecipazione ai bandi di gara ( fatturato e arco temporale dei lavori svolti ). Ormai limitare la soglia dei lavori eseguiti agli ultimi 5 anni ed in alcuni i casi ridotta ai 3 anni è improponibile. Significa di fatto una palese alterazione del mercato professionale precludendo ogni possibilità di partecipazione ai bandi al 98% degli studi professionali. Un altro elemento critico è rappresentato dalla varietà e complessità degli adempimenti formali necessari alla partecipazione alle gare. Occorre uniformare le modalità di compilazione dei documenti di gara ( bandi tipo) rendendo obbligatorio l'uso esclusivo della PEC e richiedere con forza l'eliminazione di ogni balzello, in molti casi ancora richiesto ( marca da bollo).
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+1 #8 paola peroglio 2014-04-09 09:46
Mi sembra molto interessante quanto ottenuto perchè finalmente è stato recepito un concetto importante per la categoria!!! d'altronde l'applicazione di questi minimi inderogabili è in una fase sperimentale e auspico che la prossima battaglia riesca ad intervenire e ridurre la "depurazione" del 24,30% per spese generali e utili d'impresa che incide non poco sui numeri finali......
Bravi e un caro saluto
paola peroglio
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+2 #7 Rebecca Laurenti 2014-04-07 18:55
Concordo con "I'niziativa lodevole. Ma i giovani professionisti dove sono?"

Posto che il ruolo dell'Ordine non sia quello di organo di controllo, come ricorda il collega, mi permetto di puntualizzare citando il codice deontologico, sulla cui applicazione mi auguro invece che l'Ordine vigili.

Art. 5 (Lealtà e correttezza)

1 . Il Professionista deve basare sulla lealtà e correttezza i rapporti e lo svolgimento della sua attività nei confronti del proprio Ordine professionale, del committente, dei colleghi e dei terzi a qualunque titolo coinvolti.

2 . Il Professionista non deve, in nessun caso, attribuirsi la paternità del lavoro compiuto da altri. L’inosservanza di tale norma costituisce grave mancanza professionale. Non deve altresì citare o fornire documentazione atta a fare apparire come esclusivamente propria un’opera progettata in collaborazione con altri colleghi professionisti, senza indicarne i nominativi e le specifiche mansioni svolte.

E ancora:

Art. 21 (Rapporti con collaboratori e dipendenti)

1 . Nei rapporti con i collaboratori, da intendersi tutti i prestatori d’opera che svolgono lavoro prevalentemente proprio e senza alcun vincolo di subordinazione, e nei confronti dei dipendenti, da intendersi tutti coloro che svolgono prestazioni di lavoro con qualsiasi qualifica, alle dipendenze e con vincolo di subordinazione, il Professionista deve compensare la collaborazione in proporzione all’apporto ricevuto.

2. Il Professionista nei confronti dei propri collaboratori, dovrà regolamentare i rapporti con costoro nel quadro di un rapporto unitario, con assoluta autonomia o indipendenza, senza che costoro risultino soggetti a direttive di natura tecnica e/o organizzativa nonché a vincoli di dipendenza gerarchica e con ampia autonomia nella definizione dei tempi, orari e modalità d’esecuzione

Senza dubbio "un rapporto di lavoro è regolamentato dalle leggi verticali di riferimento", ma questo non giustifica (tantomeno autorizza) certi comportamenti.

L'Ordine dovrebbe sensibilizzare i propri iscritti semplicemente invitandoli ad attenersi ad una deontologia professionale che, si suppone, sia la spina dorsale di questa professione.

Considerato che, solo in Piemonte, 1/5 degli iscritti è under 35 imporre la presenza di giovani professionisti nei concorsi è da considerare "altra iniziativa lodevole ma..."
Non si tratta di un intervento efficace, tantomeno atto a tutelare la dignità professionale. Piuttosto di iniziative in stile "quota rosa" o "riserva indiana"

Non è imponendo una "quota" di giovani nei concorsi che si produce più benessere per loro. La situazione si può risolvere solo introducendo, anzi, ripescando dal dimenticatoio quel famoso CODICE MORALE che dovrebbe guidare gli iscritti ad un Ordine professionale (e non solo).

Aspirare ad un cambiamento è quantomeno una cosa dovuta ad una, ormai, maggioranza di qualificati giovani professionisti che per colpa di un sistema marcio, introdotto dalle vecchie leve, paga sulla propria pelle quanto di meno decoroso si sia visto negli ultimi vent'anni.

Che lo Stato non fornisca normativa efficace o indirizzi in merito è un alibi per giustificare lo status quo.

Potremmo semplicemente iniziare a comportarci, tutti quanti, da professionisti, iscritti a un Ordine, con una deontologia alle spalle.
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+2 #6 edoardo ceretto 2014-04-07 16:05
colleghi,
è veramente singolare come ''assieme all'acqua sporca abbiate buttato via anche il bambino''.
eliminando le trollate in inglese e francese avete eliminato anche un mio commento che, ahimè,
finiva con una frase in lingua gallica.
Il tema in questione è di estrema importanza per la professione,vis to che nell'immediato futuro dovremo confrontarci,vo lenti o nolenti,con le applicazioni di questa normativa sia come RUP che
come liberi professionisti.
attenzione: leggete e meditate prima di usare le ''forbici''.
un grazie sincero e un saluto alle sartine.
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+1 #5 Massimo Giuntoli 2014-04-04 20:11
Carissimo,
pur raccogliendo il tuo disappunto risulta molto difficile che l'Ordine possa fungere da organo di controllo non essendo nel suo statuto. Anzi tra i compiti primari ha "la garanzia non tanto dei propri iscritti, quanto dell'interesse collettivo e del cittadino".
Un rapporto di lavoro è regolamentato dalle leggi verticali di riferimento (qualunque sia la professione) e la riforma Fornero ha cercato anche, nel bene o nel male, di intervenire sulle partite iva (subordinate). Viceversa, come sta facendo, può attuare politiche di riferimento che facilitino la presenza dei giovani nei concorsi (se non addirittura dedicarne, per alcuni, la partecipazione esclusiva), nelle nomine e nelle partecipazioni culturali e formative. Inoltre, qualsiasi proposta di miglioramento, inclusa la tua, è fortemente gradita ed auspicata.
Cari saluti.



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+3 #4 edoardo.ceretto 2014-04-04 16:42
è un passettino,
ma considerare le percentuali di tab.z 2 del decreto 143/2013 dei ''lordi'' da ribassare di spese generali e utili (24.30%) sa un po' di presa in giro.
le percentuali fissate per i vari livelli di prestazione non sono certo alte.....anzi.
La corretta applicazione del novellato sarà una ulteriore complicazione per i RUP.
I ribassi resteranno purtroppo ancora troppo alti; bisogna agire con correzioni al codice
degli appalti e al suo regolamento.... .. altrimenti la battaglia è persa.
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