Gentrificazione: occasione o condanna? Stampa Email



«Appartengo a una generazione disgraziata a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due. Per di più, come lei non avrà potuto fare a meno di accorgersi, sono privo d’illusioni.»
–Tomasi di Lampedusa
Una sensazione che molti italiani tra i 40 e 50 anni provano, mentre il lavoro svanisce o si trasforma più velocemente di quanto possano comprendere, mentre la quotidianità non dà più certezze. La stessa sensazione di inadeguatezza che vivono anche molti giovani, che si sentono già vecchi senza aver vissuto, sospesi in un presente che non promette futuro.

Le città si frammentano, si gentrificano, si svendono, si intasano di traffico e marginalità, si illuminano di eventi e si spengono di vita. Come nella canzone dei Baustelle, dove il futuro scorre sul raccordo anulare romano

“…
In autunno foglie e rami se li porta il vento
Il futuro desertifica
La vita ipotetica
Qui la vista era magnifica
Da oggi significa
Che ciò che siamo stati non saremo più

Il passato adesso è piccolo
Ma so ricordarmelo
Io, Gianluca, Rocco e Nicholas,
felici nel traffico
di un marciapiede del Pigneto vite fa.”


Il Pigneto, la zona più gentrificata di Roma.

Liana Pastorin
15 05 2014

 

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