TAOmag _ #AIC14 #futuro @FondazioneOAT Stampa Email



Futuro
è la parola che ricorre di più in questi giorni nei dibattiti pubblici e nelle discussioni al bar dei social.
Futuro come slancio e prospettiva, per chi vede il bicchiere mezzo pieno, e come beffa e negazione per chi è mezzo vuoto.

Il futuro dov’è?
La direzione da prendere non è così immediata. Chi la può indicare? Gli architetti hanno riferimenti istituzionali: il proprio Ordine, il Consiglio nazionale, il Consiglio degli architetti d’Europa. Come tutti, devono fare poi i conti con le inclinazioni personali: il desiderio e la possibilità economica, famigliare, caratteriale di cambiare, di impegnarsi, di crederci. Anche perché una strada è l’estero.

L’Ordine di Torino ha istituito un focus, un tavolo di lavoro formato da 35 iscritti che promuove le buone pratiche per lo sviluppo della professione all'estero, in particolare nel Nord Africa e nell'Est Europa e individua le metodologie utili per avviare l'attività in un paese straniero, degli obblighi e dei soggetti cui rivolgersi per la pratica della professione. OAT collabora inoltre con il Centro Estero per l’Internazionalizzazione del Piemonte.
Il CNA, attraverso il suo Dipartimento Affari esteri, lavora sul fronte nazionale per favorire la possibilità di acquisire incarichi professionali fuori dall'Italia; promuove Premi e Concorsi internazionali di architettura; è in contatto con il Ministero degli Esteri italiano; collabora con le associazioni di categoria del settore delle costruzioni e ha suoi rappresentanti nel Consiglio degli Architetti d’Europa.
In vista delle imminenti elezioni europee il CAE ha chiesto ai politici di promuovere un’architettura sostenibile e responsabile, rigore nella formazione e mobilità professionale.

Quanto sei mobile? Com’è il tuo bicchiere?

Liana Pastorin
22 05 2014

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna