L'apprendere è un'arte, l'apprensione una patologia Stampa Email



Anche quest'anno scolastico sta volgendo al termine, tra gli esami per la licenza media inferiore e quelli delle superiori e le partite dei mondiali di calcio in Brasile. A ciascuno le sue ansie. Da una parte studenti, docenti e famiglie, dall'altra giocatori, allenatori e supporter.
In comune hanno una partita da giocare e uno spazio in cui disputarla.
La sostanziale differenza è che ad ogni mondiale di calcio si costruiscono nuovi stadi come dimostrazione di buona salute economica e promessa di crescita locale - una bugia che sovente nasconde disagio sociale, abusi, scorrettezze - mentre gli edifici scolastici non conoscono rinnovamento sostanziale eppure dentro le scuole cresce il nostro patrimonio umano e intellettivo.
In questa tornata degli esami di maturità tantissimi studenti hanno scelto la traccia che chiedeva di immaginare la città del futuro. Sarebbe bello e certamente istruttivo per decisori e progettisti leggere che cosa sognano i ragazzi e quanto sia effettivamente realizzabile.
Una maestra di scuola elementare mi ha chiesto perché non si costruiscono gli stadi con elementi tipo Lego, facili da assemblare, facili da smontare per avere i pezzi per costruire nuovi edifici, magari delle scuole….
Difficile convincere le persone che grandi eventi e grandi opere non portino solo sciagura nel nostro Paese, eppure, al festival Architettura in Città che si è chiuso lo scorso14 giugno, l’architetto Stefano Boeri rimetteva l’accento là dove deve stare: “le grandi infrastrutture hanno fatto crescere l’Italia, ma esse non sono solo quelle immense che occupano uno spazio gigantesco: la più grande e straordinaria infrastruttura sociale di questo paese è la scuola pubblica, che è ovunque, è patrimonio diffuso e su di essa deve investire il Governo”.  Le promesse vanno mantenute.

Liana Pastorin
19 06 2014

 

Commenti   

 
+1 #1 Andrea 2014-06-20 14:02
Le scuole cadono a pezzo perchè lo Stato ha sprecato le risorse altrove.
Siamo tassati quasi al 70%, in parte corrotti, con servizi sociali scadenti, senza pianificazione nè programmazione.
Senza una svolta radicale, così non possiamo reggere.
Maria Antonietta diceva al popolo "se non hanno più pane mangino brioche" sappiamo bene che fine abbia fatto
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