Una politica per i cambiamenti climatici Stampa Email

Fabrizio Barbaso


Le esperienze e gli indirizzi
dell’Unione Europea
in relazione a città e energia


Le Città, l’Energia e la Politica sui Cambiamenti Climatici

Le città sono il fulcro dell’attuale società moderna: l’80% degli abitanti dell’Unione Europea vive in città. Nelle città, comprese le zone periferiche, avviene l’80% del consumo finale di energia, nelle case, negli edifici adibiti ad uffici e per i trasporti.

A partire da marzo 2007, l’Unione Europea ha adottato una politica energetica e sui cambiamenti climatici dagli obiettivi estremamente ambiziosi per un uso efficiente dell’energia (20%) e con obiettivi vincolanti (riduzione del 20% delle emissioni di CO2 e raggiungimento del 20% di energie rinnovabili) entro l’anno 2020.

Tali obiettivi vincolanti sono stati concordati dai Capi di Stato e dai Governi. Ma i cambiamenti climatici, come ben sappiamo, rappresentano un problema globale, a cui va data soluzione a livello prevalentemente locale. Oltre la metà delle emissioni di gas ad effetto serra vengono create in città, dalle città. Pertanto le città del futuro dovranno svolgere un ruolo fondamentale nel contrastare questo nostro problema climatico. L’approccio deve essere integrato, a lungo termine e, soprattutto, basato sulla partecipazione dei cittadini. Si tratta di un quadro complesso che può essere gestito al meglio a livello locale. Le città, quindi, devono diventare i fautori preminenti dell’implementazione di politiche energetiche sostenibili, ed il loro impegno va sostenuto.

Attualmente, a livello europeo, abbiamo già intrapreso numerose iniziative specifiche a favore delle città e del loro sviluppo energetico sostenibile. Come il Patto dei Sindaci. In breve, ciò significa che le città che decidono di aderire a tale patto si impegnano ufficialmente a raggiungere e a superare l’obiettivo di riduzione del 20% delle emissioni di CO2, attraverso lo sviluppo e l’implementazione di un piano d’azione energetico sostenibile.

 


Progetto CONCERTO

CONCERTO è un’iniziativa, nell’ambito del nostro programma quadro europeo di ricerca, volta a promuovere una grande quantità di fonti di energia rinnovabile e un uso efficiente dell’energia nelle città. Dopo vent’anni di sostegno al settore immobiliare per lo sviluppo e la presentazione di tecnologie sostenibili, ci siamo resi conto che tali tecnologie non riescono ad affermarsi a sufficienza sul mercato. Ancora oggi, sono solo migliaia, e non milioni, le case a bassissimo impatto energetico. Ancora oggi, la stragrande maggioranza delle case in costruzione sono destinate ad avere prestazioni energetiche decisamente scarse, associate a poca comodità, scarsa attenzione per gli aspetti igienico-sanitari e costi energetici elevati. Case di questo tipo, attualmente, non hanno alcun senso in termini economici, sebbene al giorno d’oggi siano ancora una realtà. CONCERTO, quindi, intende perseguire una strada diversa: invece di ottimizzare i singoli edifici a livello di costi e di prestazioni energetiche, l’ottimizzazione viene attuata su comunità o zone più vaste della città. Il principio basilare consiste nel dimostrare che l’ottimizzazione, nell’ambito di una comunità più vasta, risulta più vantaggiosa economicamente, comportando allettanti ritorni sugli investimenti. L’innovazione necessaria consiste nell’integrazione di fonti di energia rinnovabile e in un uso efficiente dell’energia.

Ogni progetto CONCERTO deve poter contare su un direttore d’orchestra eccellente, nella persona del coordinatore, e su uno spartito eccellente, il programma di lavoro. Non esistono regole che possano valere per tutti: ogni città, ogni comunità è diversa dalle altre. Sono necessari strumenti differenti per poter affrontare i problemi e le barriere a livello di tecnologia, finanziamenti, quadri normativi, clima, tradizioni, aspettative e convinzioni della popolazione locale, ecc.

Attualmente la Commissione sta offrendo sostegno finanziario per progetti CONCERTO a 47 città in 18 Paesi europei. Ma non esistono due progetti simili tra loro. Tuttavia, durante le riunioni indette regolarmente fra i coordinatori di CONCERTO vengono scambiati esempi di buona prassi, insegnamenti appresi a seguito di esperienze negative, ecc., con grande professionalità ed entusiasmo. Attualmente, oltre un milione di cittadini vivono o lavorano in case ed uffici nell’ambito delle 47 comunità CONCERTO, con una riduzione del consumo energetico che va dal 50 al 70%, mentre la rimanenza proviene da fonti di energia rinnovabile. Quindi, in media, le comunità CONCERTO sono prossime alla neutralità per quanto riguarda le emissioni di CO2. Il fulcro di ogni singola comunità CONCERTO è un gran numero di edifici ad altissime prestazioni, molto più elevate rispetto ai requisiti richiesti dalla direttiva EPBD.

CONCERTO ha dimostrato che le comunità a zero impatto energetico e a zero emissioni di CO2 sono una cosa possibile su ben più vasta scala, e maggiormente economiche rispetto all’ottimizzazione di ogni singola casa in termini energetici e di emissioni di CO2. CONCERTO ha anche dimostrato che le case ad alte prestazioni sono una necessità assoluta per ottenere città ad alte prestazioni. Alcuni edifici aventi prestazioni estremamente scarse, a seguito dei lavori di ristrutturazione hanno mostrato una riduzione del consumo energetico che va dall’80 all’85%.

 

Direttiva sulle Prestazioni Energetiche degli Edifici (EPBD)

In Europa, il 40% del consumo finale di energia deriva dal settore immobiliare. Siamo inoltre pienamente consapevoli del fatto che nell’UE potremmo risparmiare, in modo economicamente vantaggioso, fino al 28% dell’energia consumata negli edifici entro il 2020. Questo, a sua volta, potrebbe andare a ridurre il nostro consumo finale complessivo di energia dell’11% circa. Per quanto riguarda le emissioni di CO2, nell’ultima relazione del Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici è stato calcolato che, a livello mondiale, circa il 30% delle emissioni di gas ad effetto serra previste nel settore immobiliare possono essere evitate, con netti vantaggi economici entro il 2030.

Ai fini di sfruttare appieno le considerevoli potenzialità in materia di risparmio energetico in tutta Europa, nel 2002 è stato adottato un approccio innovativo mirato ad edifici ad alta efficienza energetica, attraverso la Direttiva sulle Prestazioni Energetiche degli Edifici. Il principale obiettivo di tale Direttiva è quello di promuovere il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici attraverso requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche, certificazione delle prestazioni energetiche, così come ispezioni regolari di caldaie ed impianti dell’aria condizionata.

La legislazione dell’UE attualmente tutela 480 milioni di abitanti che vivono in circa 206 milioni di case. Ciò significa un vastissimo mercato per il settore edilizio, elettrodomestici ed apparecchiature tutelati dai requisiti minimi di efficienza richiesti dall’UE, etichette riportanti le prestazioni ed altre normative. Grazie all’implementazione di tale Direttiva, si stanno creando nuovi posti di lavoro in tutta Europa, molti dei quali in piccole e medie imprese. Stanno emergendo nuove opportunità commerciali, ad esempio per gli architetti, in quanto sono necessari dei liberi professionisti per la certificazione delle prestazioni energetiche degli edifici, per fornire consulenze su come migliorarne le prestazioni energetiche e per realizzare le ispezioni su caldaie ed impianti dell’aria condizionata.

Il settore immobiliare può fornire un contributo determinante per raggiungere l’obiettivo di ridurre del 20% il nostro consumo di energia primaria entro il 2020. Alla luce di quanto esposto, attualmente la Commissione sta prendendo in considerazione la possibilità di riformulare la Direttiva sulle Prestazioni Energetiche ai fini di porre rimedio alle mancanze ancora esistenti nell’implementazione e di trarre maggiori vantaggi dall’enorme potenzialità in materia di risparmio energetico nel settore immobiliare.

Ci siamo posti degli obiettivi estremamente ambiziosi, per quanto riguarda la suddetta riformulazione. Attualmente, la Direttiva ha un campo d’applicazione ristretto, in quanto si limita a regolamentare la nuova costruzione o la ristrutturazione di grandi edifici, che rappresentano solo il 30% circa della totalità dei nostri edifici. Inoltre, alcuni dei requisiti sulle prestazioni energetiche, in vari Stati Membri, non risultano ottimali a livello di costi, e non tutti i certificati emessi attualmente sono di qualità soddisfacente.

Pertanto, in base alle esperienze maturate nell’ambito dell’attuale implementazione della Direttiva, sono stati individuati elementi basilari che devono essere rafforzati o ulteriormente chiariti nella Direttiva, senza andare a modificare i requisiti fondamentali della versione attuale. Ad esempio, una possibile opzione potrebbe essere quella di ampliare il campo d’applicazione della Direttiva, per poter assoggettare a regolamentazione un maggior numero di edifici, nel momento in cui vengono realizzate grandi opere di ristrutturazione. Ulteriori possibili opzioni potrebbero consistere nel rafforzare i requisiti per i certificati sulle prestazioni energetiche, così come per l’ispezione di caldaie ed impianti dell’aria condizionata. Tali proposte porteranno a nuove opportunità di lavoro per architetti ed altri professionisti coinvolti nella progettazione, costruzione, ristrutturazione e certificazione degli edifici.

 

Comunicazione

La tecnologia e la legislazione sono strumenti necessari per un cambio di rotta nel settore edilizio, ma la consapevolezza dei cittadini, la loro richiesta attiva di edifici migliori e progettati in modo più intelligente, la loro comprensione dell’importanza dell’uso dell’energia a casa e sul posto di lavoro, sono gli elementi trainanti fondamentali. Dobbiamo informare ed educare la popolazione sulle opportunità e sui vantaggi offerti dagli edifici a basso impatto energetico, non solo in termini di costi energetici o di un ambiente domestico più salutare, ma anche per promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro ed, in generale, lo sviluppo a livello locale. Noi possiamo offrire il nostro contributo su scala  europea, ma i cittadini devono essere convinti da professionisti competenti del posto. Anche in questo caso, è fondamentale che gli architetti siano in grado di consigliare al meglio i propri committenti e di spingere gli operatori del settore verso la costruzione di edifici migliori, sia in termini di benessere che di prestazioni energetiche.

Come recentemente affermato dall’architetto Fernando Navarro, si deve sempre tenere presente che il progetto di ogni singolo edificio contribuisce ad aumentare le emissioni di CO2 per un lungo lasso di tempo. Solo edifici progettati in modo intelligente saranno in grado di contrastare tale tendenza. La società riuscirà a porre un limite alle emissioni solo se gli architetti sapranno fare uso delle loro conoscenze e della loro buona volontà per contrastare il problema.

Gli architetti devono essere sostenuti da un ordinamento intelligente e dalla giusta volontà politica. È a questo punto che devono entrare in gioco i sindaci e le amministrazioni cittadine, creando le opportune condizioni normative ed offrendo il giusto supporto a livello locale.

Su scala europea, possiamo offrire il massimo sostegno sia in termini di ordinamento politico che di finanziamenti. Ma il cambiamento avrà luogo grazie a decisioni prese localmente, stimolate dal nostro comune operato in tutta Europa. Conto sugli architetti, affinché facciano in modo che possa avvenire il suddetto cambiamento. Gli architetti possono contare sulla Commissione Europea, continuando a riporre ambizioni e a mostrare entusiasmo nell’ambito delle prestazioni energetiche degli edifici.


2 luglio 2008
Intervento al XXIII UIA World Congress Torino 2008



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[Foto di Gisella Molino]