TAO 11 Intelligenti si diventa Stampa Email



SFOGLIA TAO 11

In tempi di crisi ci si deve impegnare con maggior tenacia sul diritto alla casa, alla città, alla salute, all’istruzione, alla partecipazione alle decisioni politiche e si deve mettere in gioco la capacità di rintracciare le risorse economiche per migliorare la qualità della vita delle città, dove vive circa il 75% della popolazione europea.

Dal 2006 a oggi, la Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Torino ha maturato una particolare sensibilità e una forte esperienza su questi temi (la collaborazione con Biennale Democrazia ne è testimonianza) e sui temi ambientali, realizzando occasioni per prefigurare trasformazioni ormai improcrastinabili di parti ampie di città.

L’area nord di Torino ha offerto importanti opportunità di approfondimento, dalla zona fino a poco tempo fa occupata dalla discarica cittadina (le cosiddette basse di Stura) portata all’attenzione del Congresso Mondiale degli Architetti nel 2008, alla Barriera di Milano oggi catalogo di multietnicità, densità abitativa, frammentazione edilizia e sogni di riscatto.

Il metodo di lavoro affinato dalla Fondazione OAT, condiviso con i numerosi partner e stakeholder locali sui diversi progetti affrontati, comprende workshop di progettazione a livello internazionale, focus di confronto interdisciplinare tra esperti, momenti pubblici di restituzione e di consegna dei risultati a beneficio di un auspicabile interesse e presa in carico da parte dell’amministrazione. L’intesa concettuale e la proficua collaborazione realizzatesi con la Città di Torino, il Politecnico, il Collegio Costruttori Edili, l’Unione Industriali e l’Ordine degli Architetti della provincia di Torino sul tema Smart Building e il coinvolgimento di aziende, progettisti ed esperti hanno consentito di porre le basi della piattaforma Torino Smart City, utili alla presentazione della candidatura della Città ai bandi europei.

“Dopo i diritti tradizionali, quelli alla vita, alla libertà ed alla sicurezza, su cui si incontrano le tre correnti principali del nostro tempo, vengono i diritti della nuova generazione che nascono tutti dalle minacce alla vita, alla libertà, e alla sicurezza, provenienti dall'accrescimento del progresso tecnologico. Bastino i seguenti tre esempi che hanno riempito le riviste, i libri, le conversazioni, i congressi, le tavole rotonde di questi ultimi anni, e che quindi sono al centro del dibattito attuale. Primo: il diritto a vivere in un ambiente non inquinato […]” (dall'intervista a Norberto Bobbio Che cos'è la democrazia? Fondazione Einaudi, Torino 28 febbraio 1985).

Hanno scritto su questo numero:
Enzo Argante
Città di un nuovo mondo
Paolo Bertaccini Bonoli
Die Über-Stadt
Gabriella Bianciardi
Il ruolo della partecipazione
Ferruccio Doglione
Via Cravero 1947-2016
Aldo Garbarini
Il ruolo dei sistemi educativi
Mauro Marras
Torino Smart City
Carlo Novarino
Management e strumenti economico-finanziari per la riqualificazione edilizia
Lucy + Jorge Orta
Orta Water
Paolo Peris
Il cantiere sostenibile
Massimo Settis
Il ruolo del settore privato
Pier Giorgio Turi
Quale piano strategico per Torino Smart City?


06 12 2011

 

Commenti   

 
+2 #1 Emanuele Piccardo 2011-12-16 10:17
Smart City è composta da sei principi-così recita la definizione di wikipedia-smart economy; smart mobility; smart environment; smart people; smart living; smart governance.
La recente corsa di città come Torino e Genova per diventare città intelligenti deve far riflettere sulla passione per la moda del momento da parte dei politici. Per diventare città intelligenti, dalla mobilità intelligente,da llo sviluppo intelligente, dal vivere intelligente, dal governo intelligente occorre, in Italia, una rivoluzione culturale che a oggi non si è ancora manifestata. D'altro canto per attuare tutte queste buone azioni occorrerebbe distruggere 3/4 delle città per costruire nuove architetture più efficienti in termini energetici, compositivi, funzionali.E con quali risorse economiche in un periodo storico come quello attuale?Ancora una volta ci si innamora di idee e loghi come quando agli inizi degli anni duemila Richard Florida parlò di Città creative, oggi scomparse dal dibattito. Sicuramente è importante la presa di coscienza che gli amministratori delle città a livello europeo stanno facendo in materia ambientale, peccato, però, che venga vanificato da accordi inutili, come quello stipulato a Durban, che allontana ancora di dieci anni l'applicazione di protocolli per cambiare modello energetico; nonostante gran parte della terra sia oggetto di catastrofi naturali attuate dall'uomo.Una città intelligente la potranno realizzare solo quei popoli privi di storia millenaria e capaci nell'immaginare un futuro distante anni-luce dai borghi finti piemontesi, liguri o esotici di cui è costellato il nostro territorio. Mi riferisco a nazioni come Cina, India, Giappone, America e il Nord Europa.
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