Lusso & Autarchia. 1935-1945. Salvatore Ferragamo e gli altri calzolai italiani Stampa Email
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a cura di
Natalia Aspesi e Stefania Ricci

Sillabe, 2005
pp. 96 | € 17,00
ISBN 9788883472923

Il volume, a cura di Natalia Aspesi, nota giornalista e studiosa di storia del costume, e di Stefania Ricci, direttrice del Museo della calzatura ‘Salvatore Ferragamo’ di Firenze, illustra uno dei periodi più interessanti della storia della calzatura italiana, dalla seconda metà degli anni ’30 fino alla Seconda Guerra Mondiale. Mussolini pronunciò la parola autarchia nel marzo 1936 come risposta alle sanzioni commerciali che la Società delle Nazioni aveva imposto all’Italia nel 1935, a causa della guerra in Etiopia. Nella realtà si ufficializzavano provvedimenti, già in atto in precedenza, destinati a potenziare la produzione interna e a limitare le importazioni alle merci non reperibili sul territorio nazionale. Nell’abbigliamento e negli accessori, la politica autarchica incoraggia il progetto di una moda italiana e, soprattutto nel settore calzature, stimola la ricerca sulle materie alternative, come le plastiche, il cellofan e il sughero, impiegato nell’invenzione più celebre del periodo, il tacco a zeppa, brevettato da Salvatore Ferragamo nel 1937. Tra alto artigianato, ricerca qualitativa e sperimentazione nei materiali, le calzature italiane cominciano a farsi conoscere fuori dei confini nazionali, maturando una propria autonomia in grado di opporsi al monopolio francese e preparando il terreno per il futuro Made in Italy anni ’50.