Il Vuoto. Riflessioni sullo spazio in architettura Stampa Email

Fernando Espuelas

Marinotti Edizioni, 2004
pp. 240 | € 16.00
ISBN 9788882730567


Il saggio indaga il vuoto sia come concetto assoluto (la mancanza), sia nella sua concretezza materiale (spaziale, architettonica). Come contrappunto alla rigorosa struttura della trattazione, questa duplicità analitica è testimoniata da una certa libertà di associazione di opere appartenenti a tempi e luoghi distanti tra loro, in cui il vuoto si manifesta di volta in volta come assenza (nelle stanze vuote dipinte da Van Gogh o da Hopper), simbolo (nel palazzo di Cnosso), rinuncia (nelle architetture di Mies van der Rohe), destino (nella dottrina taoista) o riflesso di uno stato d’animo (nelle incisioni di Piranesi). Considerare il vuoto nella sua fisicità presuppone forse un approccio distante dalla nostra sensibilità: mentre in Oriente il concetto di vuoto, profondamente radicato nella cultura e nel sentire comune, è punto di partenza ed attivo strumento progettuale (nella casa giapponese così come nel giardino zen), in Occidente il vuoto diviene un utile momento di lettura ed analisi (della polis greca od anche dell’architettura moderna), ma non solo. Il vuoto in architettura, garante di senso e strumento compositivo, funziona anche da stimolatore emozionale: solo per fare un esempio, forse è proprio la perfetta e densa vacuità dello spazio interno del Pantheon che continua a meravigliarci a duemila anni dalla sua costruzione.

Fernando Espuelas, laureatosi in architettura nel 1978 è attualmente preside della Facoltà di Architettura dell’Università Europea di Madrid, a cui affianca la pratica progettuale; tra le sue ultime opere l’auditorium e la biblioteca a Colmenar Viejo e la biblioteca a El Escorial.