Condividi

Sfoglia TAO


Lavorare per vivere Stampa Email


37 anni, maschio, italiano per 7 casi su 10, tranne nel settore delle costruzioni dove la quota di stranieri sale a 5. Questo l’identikit, proposto da La Repubblica sabato 26 novembre, delle persone che perdono la vita nel posto di lavoro in Italia.

La buona notizia è che nel 2010 i morti sono scesi sotto la quota 1000, dato mai toccato negli ultimi 10 anni; la cattiva notizia è che nel 2010 quasi 1000 persone sono morte sul lavoro, di cui 215 nel settore dell’edilizia.

La soluzione c’è: investire nella sicurezza e nella formazione, ma difficilmente queste sono le priorità di chi cerca di vincere una gara d’appalto al ribasso.

 

01 12 2011

 

Commenti   

 
0 #5 Andrea 2013-05-24 17:08
Facciamo chiudere tutte le imprese di costruzioni soffocandole di burocrazia ed adempimenti inutili così non avremo più lavoro e nemmeno infortuni.
Citazione
 
 
0 #4 stefano martini 2013-04-08 19:06
non credo che oggi ci siano professionisti disposti a ricoprire ruoli quale il CSE o CSP, in cambio di compensi ridicoli. Si parla tanto di sicurezza, ma per chi ha avuto esperienza di coordinatore per la sicurezza nei cantieri sa molto bene che le imprese non "hanno" nessuna intenzione di sborsare parcelle reali misurate al rischio che si affronta.
In più se non bastasse, le imprese stesse non rispettano le indicazioni del piano di sicurezza.
Soprattutto quando il coordinatore è assente. Per non parlare dell'inutile burocrazia dettata dai software che dicono tante belle parole, ma che passano in secondo piano se qualche lavoratore si fa male, con le conseguenze che noi tutti sappiamo.
La vera sicurezza consiste nel responsabilizza re le imprese e punirle in caso di dolo, cioè lavoratori in nero,sfruttamen to del personale in caso di turni, oppure casi più soft ma a rischio infortuni come attrezzature vetuste mal funzionanti e, soprattutto cambiare la cultura del: " .....dottore con i guanti e l'elmetto non riesco a lavorare ma sono sul carro se arriva l'asl".
Citazione
 
 
0 #3 Francesca D. 2012-02-03 15:52
Sicurezza e non solo: basta col lavoro in nero! DOBBIAMO ABITUARCI A PAGARE LE TASSE e fare tutte le cose in regola!
Citazione
 
 
+1 #2 armando 2011-12-02 15:39
La sicurezza deve essere responsabilizza ta unicamente alla impresa esecutrice e al committente come responsabilità totale equamente divisa fra le due parti, in quanto mandatario e affidataria delle opere, nulla può e/o deve essere imputato al CSE perchè non è lui l'esecutore o il committente. Il CSE deve verificare, fare osservare e fare eseguire secondo norme quanto previsto da una logorroica Legge che umilia di fatto il CSE come prima figura, oltretutto mal retribuita a causa di non volontà delle istituzioni ai vari livelli di competenza di stabilire ed esibire parcelle a incarico avvenuto di depositarle per verificarne la giusta congruità, evitando così l'umiliazione di lavori e responsabilità sottopagate. Basta con i soprusi e angherie della serie "se vuoi lavorare devi calare le braghe" ; deve finire questo sistema "tipico italiano" di fatta la legge trovato l'inganno, cerchiamo di osservare cosa realmente fanno di buono altri paesi, ma non sappiamo neanche applicare quei modelli magari anche funzionanti, siamo solo capaci di sconvolgerli o renderli farraginosi e sempre con situazioni da "interpretare". ... BASTA così noi Architetti non andiamo da nessuna parte e di conseguenza neanche il paese ITALIA
Citazione
 
 
+5 #1 fabio caratto 2011-12-02 13:47
purtroppo il ruolo del CSE si riduce per la più parte a quello di "controllore fiscal-burocrat ico" e poca attenzione resta deputata alla sicurezza della operatività in cantiere
Citazione
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna